Zagaria: “Lo Stato ha vinto”
Stanato il boss dei casalesi ma la partita contro la Camorra è ancora aperta
Le scene teatrali in cui i boss delle organizzazioni criminali recitano il loro ultimo atto sono un’apologia funzionale all’organizzazione stessa. Bibbia e rosario erano sul comodino di Provenzano, ricordate? Il 7 dicembre è stato arrestato a Casapesenna Michele Zagaria. Conclusa una latitanza di 15 anni. Si conclude nel suo nucleo territoriale di appartenenza. In un bunker di 20 metri quadri, a 5 di profondità. Nel covo, in un angolo, un’immagine di Padre Pio.
Nel covo, dotato di un sistema di aereazione, il boss disponeva di Ipad e PC che potrebbero contenere i file di affari e segreti dell’organizzazione, 6.800 euro in contanti alla bisogna, champagne in frigo e libri: “Gomorra” di Roberto Saviano, “I Gattopardi” e “Solo per Giustizia” del giudice Raffaele Cantone, “Impero” di Gigi Di Fiore.
Il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso: ‹‹Speriamo che possa essere arrestato anche chi ha progettato e costruito quel bunker››. Grasso evidenzia la necessità di disarticolare la rete tentacolare di relazioni che le organizzazioni criminali intessono con la società civile. Si pone subito un nuovo obiettivo. Sa che la cattura dell’ultimo dei casalesi è una pietra miliare nella lotta alla Camorra. E’ cosciente che è un punto di partenza per decostruire il sistema. Michele Zagaria, infatti, può vantare almeno un centinaio di “uomini di fiducia”.
Roberto Saviano, con Gomorra, ha contribuito ad accendere i riflettori sugli affari della Camorra e dei casalesi in particolare. Il maxiprocesso Spartacus , tra il 1998 e il 2010 ha smantellato i vertici del clan: condannati all’ergastolo Francesco Bidognetti “Cicciotto ‘e mezzanotte” e Francesco Schiavone “Sandokan”, già detenuti, i latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria condannati in contumacia, e arrestati a un anno di distanza l’uno dall’altro. Ma chi è l’ultimo dei casalesi? E’ davvero l’ultimo?
Sempre Saviano, intervistato da Enrico Mentana, ha sottolineato lucidamente: ‹‹E’ finita la vecchia generazione dei casalesi, quella nata sotto Bardellino, l’uomo che aveva sconfitto Raffaele Cutolo. Con l’arresto di Zagaria finisce la vecchia dirigenza, ma credo che il clan dei Casalesi sia in grado di evolversi. Si ferma il potere criminale nell’economia locale, nazionale, internazionale: Zagaria ha un profilo pericoloso soprattutto per questo è il ‘re del cemento’››.
Saviano batte su questo tasto anche in un suo articolo (vedi link). Chi è Michele Zagaria? E’ un imprenditore camorrista e non viceversa – spiega -, perché è nato come costruttore, come imprenditore, e ha continuato a ragionare da imprenditore. Non è divenuto imprenditore allo scopo di riciclare denaro sporco. Questo gli ha consentito, per esempio, d’imporsi come coordinatore unico della distribuzione dei prodotti Parmalat. Parmalat pagava il pizzo settimanalmente, lui imponeva a supermercati, dettaglianti, al circuito distributivo e commerciale di acquistare i loro prodotti.
Fare l’imprenditore significa anche avere accesso al credito bancario. Essere imprenditore camorrista, facilita le cose. Ecco che “Vian Srl” di Nicola Di Caterino ottiene un finanziamento da Unicredit, con il placet di Alfredo Protino, responsabile della concessione crediti per il Sud Italia, e di Cristofaro Zara, direttore della filiale di Roma Tiburtina, senza averne diritto. Simile patrimonio di relazioni ha consentito a Zagaria di essere il costruttore dei più grandi centri commerciali d’Italia.
E’ giusto festeggiare, dopo decenni di lavoro. Ma teniamo in gran conto le parole del procuratore Cafiero De Raho: ‹‹E’ finita, lo abbiamo preso ma la cosca non può dirsi ancora sconfitta anche se questo è un grande passo››.
Altri link: http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/08/news/zagaria_saviano-26266051/
(fonte immagine: Ansa)
