Viva l’Itaglia, dice Forattini
A Roma dal 18 Giugno al 24 Settembre i lavori del celebre disegnatore.
Quarant’anni della nostra Repubblica, raccontando attraverso immagini e fumetti i principali fatti nazionali e internazionali che, oltre ad aver influenzato la storia della nostra nazione, hanno spesso avuto un peso determinante nel modo di pensare della nostra esistenza.
Eventi che avrebbero a volte avuto una presa e un’incidenza anche più drammatica e pessimistica, se sulle prime pagine dei maggiori quotidiani del nostro paese non fossero spuntate delle divertenti vignette, che in qualche modo hanno cercato e cercano tuttora di sdrammatizzare con delle divertenti battute e con le caricature dei personaggi più conosciuti, i principali fatti del giorno.
Questo spirito è il filo conduttore della mostra “Forattini, Viva L’Itaglia” ospitata dal Museo Biliotti di Roma dal 24 Giugno al 18 Settembre 2011, dedicata al più celebre vignettista italiano che, in un preciso percorso cronologico storico-temporale, ha ripercorso attraverso i suoi lavori gli ultimi quarant’anni di storia politica nazionale ed internazionale del nostro paese. Sono quindi ricordati attraverso le sue caricature i vari De Gasperi, Andreotti, Fanfani e Moro fino ai più vicini Craxi, Berlusconi, Prodi, D’Alema e Veltroni.
In tutte le caricature dei personaggi forattiniani si nota innanzitutto un grande amore per la democrazia e per il genere umano da parte del vignettista romano. Il racconto degli ultimi quarant’anni di storia italiana è svelato, nei disegni dell’artista, senza auto-censura o compromessi specifici e cosi il diritto di satira viene visto come diritto alla libera espressione e un diritto al sorriso.
Il punto di vista della satira di Forattini è innanzitutto il punto di vista della gente, spesso distruttivo ma che a volte può diventare costruttivo, una satira che con lo sberleffo e l’ironia riesce a ridimensionare il potere. Il grande disegnatore nelle sue vignette fa suo il mito tutto romano di Pasquino, in cui spesso si identifica con la sua satira pungente e tagliente.
In tutti i suoi lavori i personaggi, spogliati dell’abito propriamente istituzionale e “rivestiti “ con un abito ironico e molto più facilmente riconoscibile dal pubblico che li pone in una posizione diversa, quasi di vicinanza rispetto a noi, possono in qualche modo dirci o trasmetterci qualcosa di caratteristico del loro presente e del loro passato più facile da comprendere per noi.
Come ad esempio Bettino Craxi, spesso raffigurato in camicia nera, a ricordo della sua grande leadership e della sua eloquenza quasi mussoliniana. Romano Prodi, vestito con un abito sacerdotale a ricordo della sua voce e delle sue movenze da prete, Giovanni Spadolini grasso ma senza attributi e Silvio Berliusconi vestito come Napoleone. Il passato dei vari leader è identificabile il Massimo D’Alema, spesso raffigurato come un fantasma del PCI ed Enrico Berlinguer, spesso associato con il ritratto di Lenin.
Non mancano nella satira forattiniana alcune riflessioni sulle grandi catastrofi che hanno spesso colpito il nostro paese. Toccante e piena di significato quella successiva al terremoto in Irpinia del 1980, dove un politico del tempo osserva il disastro e dice al figlio “Tutto questo è tuo”, primo allarme sociale sugli scandali successivi e il fondo nero nel giorno del rapimento di Aldo Moro, uno dei giorni più tragici della nostra storia recente.
Non mancano inoltre nell’esposizione, allegre caricature di illustri personaggi internazionali come i presidenti degli Stati Uniti Bush e Obama, sempre inseriti in situazioni reali ma raccontate in maniera grottesca come l’invasione dell’Iraq durante la seconda guerra del golfo e il celebre duetto con Silvio Berlusconi che aveva definito Obama “abbronzato”.
Di grande suggestione per gli sportivi, la vignetta di Francesco Totti con la bandiera americana colorata di giallo-rosso, eseguita pochi giorni dopo il passaggio della società capitolina in mani statunitensi. L’esposizione fa parte anche delle celebrazioni collaterali del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e in una piccola ala del secondo piano sono esposte dei disegni dove sono raffigurati i più grandi personaggi del Risorgimento, rivisitati però in chiave moderna e collocati nei fatti del presente, dove ci sono anche i politici di oggi. L’incontro a Teano tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II può essere da spunto ad esempio per una discussione su un federalismo, mancato allora, ma tornato attuale nell’Italia di oggi. Insomma una mostra completa, allestita oltre che per far ridere anche per riflettere e perché no, per conoscere fatti e personaggi ancora poco noti al grande pubblico, visti con una “verve” di ironia che li fa sembrare molto vicini a noi.
Orario da martedì a domenica 9-19
Maggiori informazioni www.museocarlobiliotti.it
