0

Ventotene frana

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Morte due studentesse. Si poteva evitare la tragedia? “Ho sentito il boato come quello di un tuono e senza neanche accorgercene siamo finiti quasi tutti a terra, chi sepolto dal tufo, chi dai compagni stavolti”. I compagni di classe di Francesca Colonnello e Sara Panuccio, lo ripetono trecentomila volte con una voce rotta dal pianto.

Loro sono stati più fortunati di loro, Francesca e Sara no, le loro speranze e i loro sogni sono stati cancellati in quell’attimo quando ilcostone roccioso che aggiungeva bellezza a bellezza in quella caletta dal mare turchese è franato sulle loro teste cancellando per sempre il loro sorriso. Una bellissima gita scolastica della scuola media Anna Magnani di Roma, un campus scuola per un corso di educazione ambientale sull’isola di Ventotene, una delle perle del nostro bellissimo mare trasformata in tragedia.

Erano circa le 11.30 di mattina, sulla strada soprastante Cala Rossano erano appena passati due camion sbarcati dalla nave commerciale che due volte alla settimana, il martedì e il giovedì mattina fra la spola tra Terracina e l’isola. In pochi istanti la tragedia. Lo strato roccioso, vuoi per la cattiva manutenzione, vuoi per l’acqua caduta copiosa pochi giorni prima o vuoi anche, come dicono sull’isola, per il passaggio degli stessi camion sulla strada, è precipitato con tutta la sua forza sulla sottostante caletta dove si trovavano i ragazzi.

In un attimo è il panico e la disperazione, due studenti compagni delle vittime, Atena Raco e Riccardo Serenella, fra i primi ad essere estratti dalle macerie se la sono cavata con il bacino, il polso, la tibia e il perone fratturati lei e molte contusioni lui. Altri erano tutti spaventati ma in buone condizioni e sono tuttora ricoverati negli ospedali di Roma e Latina. Sara e Francesca sono state estratte ancora vive dalle rocce ma le condizioni sono apparse subito disperate e sono spirate non molto tempo dopo.

Da più parti ci si chiede ora se la tragedia poteva essere evitata e se il costone di roccia crollato era stato segnalato da tempo come pericolante: Un ultimo intervento di messa in sicurezza c’era stato una dozzina di anni fa finanziato dalla regione Lazio, ammette l’assessore all’urbanistica di Ventotene  Antonio Santomauro, la regione aveva eseguito un intervento di abbattimento delle rocce pericolanti ma poi più nulla.

La mancanza di finanziamenti e la negligenza dell’’amministrazione ha fatto il resto. Aggravante del fatto è che già nell’agosto del 2009 sulla stessa isola si era sfiorata la medesima tragedia per la caduta di un altro costone roccioso su dei turisti inglesi che si erano salvati per miracolo. Dopo la tragedia sono arrivati sull’isola dirigenti e tecnici della protezione civile e anche gli “scoiattoli”, scalatori professionali che hanno cominciato a mettere in sicurezza i costoni rocciosi.

Un lavoro che doveva già essere svolto mesi prima: infatti precedenti ricerche geologiche avevano affermato che quasi tutto il periplo dell’isola pontina era a rischio idro-geologico e le uniche zone sicure erano guarda caso quelle dei porti e quella di Cala Rossano dove si è consumata la tragedia. I continui allarmi di fronte a frane, voragini che si aprivano su strade e pareti di roccia quindi non è stato ascoltato o ben recepito anche se dopo quella ricerca e quegli allarmanti risultati i presupposti per l’ intervento c’erano ed erano ben chiari.

Mentre i vari enti si rimbalzano la responsabilità, il dolore per genitori e amici di Sara e Francesca è grandissimo e nessun intervento geologico o scoperta dei colpevoli ridarà a loro i piccoli angeli. A Roma in loro onore nella giornata di venerdi’23 aprile è stato proclamato il lutto cittadino.

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*