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Veltri e Laudati primi in Basilicata

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Con il volume “Mafia pulita” si aggiudicano la targa dedicata alla saggistica.

Elio Veltri e Antonio Laudati, con il loro bel volume “Mafia pulita” (Longanesi, 2009), si aggiudicano, ex-aequo con Eugenio Di Rienzo autore de “La storia e l’azione. Vita politica di Gioacchino Volpe” (Lettere, 2008), la targa nella sezione “Saggistica storica nazionale e internazionale” del prestigioso “Premio letterario Basilicata”, giunto alla sua XXXVIII edizione.

Nata nel lontano primo Dicembre del 1972, la manifestazione, fondata dal Circolo Culturale Silvio Spaventa Filippi di Potenza, è diventata negli anni uno dei maggiori eventi culturali italiani, suscitando un interesse sempre maggiore tra i critici, gli autori, i lettori e la società civile (trasmesso tra l’altro nelle reti televisive nazionali). Secondo lo statuto il premio si “prefigge lo scopo di incoraggiare e favorire la produzione letteraria, artistica e scientifica italiana, con particolare riguardo al Mezzogiorno”.

Non può essere un caso quindi l’interessamento suscitato da questo volume scritto a quattro mani e fortemente incentrato sulla “questione siciliana” e sulla “azienda mafia” ramificata in un territorio troppo fertile per questo tipo di organizzazioni.

La giuria motiva la propria scelta perché “Nell’universo mafioso gli Autori individuano un filone icasticamente definito Mafia pulita. Si tratta di un sistema che non assume né mutua i consueti schemi di rappresentazione della mafia tradizionale, ma di una forma più subdola e paradossalmente più raffinata che allinea i suoi ritmi operativi nella sostanza altrettanto malavitosi, a quelli organizzativi della società moderna. Insomma, una Mafia SpA con tutti i crismi di una credibilità tecnico-finanziaria di assoluto rispetto. Costituiscono terreno di verifica cinque casi crudemente reali, in cui si riflettono altrettanti simboli di questo costume e di questa realtà. Alla puntuale ricostruzione di Elio Veltri, si accompagna l’analisi stringente di Antonio Laudati, magistrato di comprovata esperienza e di riconosciuto rigore nella individuazione e nella repressione dei reati di mafia”.

L’analisi degli autori funziona perché creano un nuovo significato al significante Mafia, un po’ sulla scia di Gomorra per quanto riguarda la situazione campana: una organizzazione lontanissima da quella “banditesca” dei primordi. La mafia oggi non ha più bisogno di uccidere: compra, è una società per azioni a tutti gli effetti. Un patrimonio enorme, “una multinazionale del crimine” con fatturati da capogiro. Veltri poi si mette dall’altra parte ed ecco allora cinque personaggi simbolo della “Mafia pulita”, storie di vita reale tratti dai processi che li riguardano: affiliati della ’ndrangheta, organici di Cosa Nostra e camorristi insospettabili. La magia invisibile, quella che non ti aspetti.

Di contrappunto la riflessione di Antonio Laudati, espertissimo di organizzazioni malavitose: “la mafia si è irradiata come un golpe strisciante nel Nord Italia, si è infiltrata nelle banche, in ampi settori della vita pubblica, e utilizza a suo vantaggio il flusso di denaro sporco proveniente da attività illegali, reinvestendolo poi in economia legale”. Una mafia che penetra, mette radici, si auto-produce. Finché questo le sarà reso possibile.

Elio Veltri, medico chirurgo, è stato sindaco di Pavia, consigliere della Regione Lombardia, deputato dell’Ulivo, membro delle commissioni Affari Costituzionali, Anticorruzione, Giustizia e Antimafia. Ha pubblicato, tra l’altro: Milano degli scandali (con Gianni Barbacetto), 1991; DA CRAXI a craxi, 1993; L’odore dei soldi (con Marco Travaglio), 2001; Le toghe rosse, 2002; La legge dell’impunità, 2003; e, per Longanesi, Il governo dei conflitti (con Francesco Paola), 2006 e Il topino intrappolato, 2008.

Antonio Laudati, magistrato (Consigliere di Cassazione), attualmente è direttore generale della Giustizia Penale presso il ministero della Giustizia. È stato per molti anni Pubblico ministero alla Procura nazionale antimafia e prima alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. È esperto di cooperazione internazionale e ha pubblicato studi sul contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata. Ha presieduto, presso il Consiglio dell’Unione europea, il Gruppo multidisciplinare per il contrasto al crimine organizzato.

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