USA2012: Romney arranca
Rick Santorum cala le sue carte e sfodera un tris vincente
Minnesota, Colorado e Missouri si sono espressi lo scorso martedì e i risultati parlano chiaro: è una campagna tutta in salita e l’incertezza la fa al momento da padrone.
Rick Santorum riesce a imporsi con grossi margini su tutti gli altri candidati. Nel Minnesota ottiene ben il 45% di preferenze, al secondo posto Ron Paul con il 27%, terzo Mitt Romney (il suo peggior risultato al momento) con il 16,9% e ultimo Newt Gingrich che prende solo il 10,7%.
Trionfo del deputato italo-americano anche in Missouri, dove raccoglie ben il 55% dei voti. Secondo Romney con il 25%, terzo Ron Paul con il 12%. Clamorosa anche la vittoria nel Colorado, dove Santorum si impone con il 40% dei voti, seppur seguito a breve distanza da Romney con il 35% , Gingrich con il 13% e Ron Paul ultimo con il 12%.
E’ una sconfitta bruciante per il Governatore del Massachusetts, che proprio in questo Stato sconfisse quattro anni fa il senatore John McCain, candidato del GOP alle ultime elezioni presidenziali, ottenendo ben il 60% dei voti.
All’epoca era lui il candidato conservatore che si opponeva a McCain, tacciato di essere troppo moderato. E oggi quasi fosse una beffa del destino, l’etichetta dell’eccessivo moderato è stata affibbiata proprio a Romney e non è facile liberarsene.
Tecnicamente i risultati emersi nei tre stati non contano nulla in termini di delegati (ben 128 in totale quelli previsti): le primarie di Colorado e Minnesota sono in questo caso eventi non vincolanti e i loro delegati saranno distribuiti solo durante questa primavera in altri congressi di partito. Mentre in Missouri si è trattato di un “beauty contest”, senza delegati in premio. Una sorta di sondaggio, in vista dell’effettivo caucus previsto per il 17 Marzo prossimo.
Eppure, la valenza simbolica di questi risultati è altissima. Prima di tutto, emerge notevolmente come il “gioco” delle primarie sia in realtà ancora alle caselle iniziali. Mitt Romney è forse quello che ha la miglior macchina elettorale, ma non ha di certo la vittoria in pugno. Le tre vittorie di Santorum, infatti, gli sbattono chiaramente in faccia come la strada verso Tampa e la Convention del GOP sia ancora tutta in salita.
Quest’ultimo candidato sta riuscendo a raccogliere timidi, ma non troppo, consensi dall’ala più conservatrice del partito, gli evangelici e il Tea Party, che sono al momento la spina nel fianco di Romney. Un approccio troppo moderato, una riforma sanitaria così simile a quella obamiana, rapporti stretti con Wall Street. Troppi “peccati” che forse la base larga del partito, gli strenui conservatori, non intendono perdonargli.
Più facile evidentemente sostenere Santorum, cattolicissimo, anti-abortista e anti-gay. E i risultati ottenuti da lui nell’ultima settimana potrebbero aiutarlo a risollevare i fondi finanziari della sua campagna elettorale, oltre che ad amplificare la sua immagine di perfetto candidato repubblicano. “Non sono qui in piedi per pretendere di essere l’alternativa conservatrice a Mitt Romney. Sono qui per essere l’alternativa conservatrice a Barack Obama”. Così Santorum subito dopo i risultati in Missouri.
Uno 0-3 che ha sicuramente pesato sull’immagine di Romney, ma che non gli ha impedito di vincere, seppur di poco, il caucus dello stato nel Maine. Riesce infatti ad ottenere un 39%, seguito a brevissima distanza da Ron Paul che con il 36% conquista il secondo posto. Decisamente il miglior risultato per il candidato ultra liberale texano, che ha definito il risultato un “pareggio virtuale”.
E lo stesso Paul, così come il “vanished” Gingrich, affermano di puntare tutto sul “Super Tuesday” del 6 Marzo, dove saranno chiamati ad esprimersi ben 10 Stati contemporaneamente. In palio ci sono 437 delegati. Ma prima si attende la scelta di Michigan e Arizona, il 28 Febbraio: in entrambi gli Stati Mitt Romney è molto forte e ha condotto una potente campagna elettorale. La speranza è di riuscire ad imporsi ed ottenere i 59 delegati previsti.
(Fonte immagine: Washington Post.com)

