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“United we stand”

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Un thriller fantapolitico ad alta tensione  narrato con un romanzo illustrato.

“2013. Il mondo cade a pezzi, sconvolto dalla guerra atomica. Intanto nel nostro paese un gruppo di estremisti di destra mette a segno un brutale colpo di stato che fa cadere il paese nella guerra civile”. Se fossi un professionista della comunicazione e dovessi esporre questa storia  con un abstract, cioè un paio di frasi che contengano le particolarità di questo fumetto, avrei proprio scritto qualcosa del genere. In “United we stand” (Marsilio Graphic Novel, 2009) Simone Sarasso e Daniele Rudoni ci parlano esattamente di queste cose, e credetemi quando vi dico che non fanno sconti a nessuno, facendo finire nel sangue l’intero paese, potenti compresi.

Forse conoscerete Sarasso per i primi due romanzi di una trilogia edita da Marsilio, “Confine di Stato” del 2007 e “Settanta” di quest’anno, dove l’autore affronta gli angoli più bui della storia italiana, dal dopoguerra a tangentopoli. In attesa del volume conclusivo, ci viene presentata questa inaspettata graphic novel dove si ipotizza il futuro del mondo descritto nei libri, un mondo paurosamente vicino al nostro. Questo fumetto parte da una domanda problematica, e cioè cosa accadrebbe se la politica dovesse fallire nel suo intento di regolare i conflitti. La risposta è semplice e spietata assieme. Guerra, mondiale e civile. Le divergenze inconciliabili del nostro paese esplodono e lo scontro si fa reale, si torna a uccidere.

“United we stand” la trovate in libreria, ma quella è solo la chioma dell’albero; i suoi rami si perdono in internet e hanno nel sito www.unitedwestand.it il loro nodo centrale, mentre le radici penetrano fino a due artisti italiani trapiantati a NewYork che hanno fatto della multimedialità la loro tavolozza. Andate su www.0100101110101101.org se volete saperne qualcosa. Tornando invece al nostro fumetto possiamo dire che è la prima graphic-net-novel italiana, come dicono gli autori sul loro sito, e questo significa che è un fumetto nato ed è stato pubblicato in rete a episodi, prima che la Marsilio si occupasse della stampa in volume.

Parlando invece di parole e inchiostro, “United we stand” fa sgranare gli occhi. Disegni spigolosi alla Mike Mignola, atmosfera apocalittica alla DMZ e argomenti stile Blu Notte, però da incubo. Se non avete capito i riferimenti non c’è problema, cercate su Google e in pochi minuti vi sarete fatti un’idea. Una cosa però va evidenziata, e cioè l’altissima qualità di questo fumetto, di come non se ne vedeva da anni nel panorama del fumetto italiano. Il tratto è ottimo (Rudoni adesso lavora anche per la Marvel, e tanto basta), dialoghi e testi dimostrano che Sarasso padroneggia lo scrivere a tutto tondo, non solamente nel romanzo, e infine la confezione finale, un bel volume che la Marsilio fregia del titolo di graphic novel. Se non si fosse capito, mi è piaciuto.

Chiudo con una speranza personale. “United we stand” è in bianco e nero e funziona benissimo così, però una bella edizione a colori se la meriterebbe, anche solo per la gioia degli occhi. La carta poi non è patinata, ma i soldi son quelli che sono, e questo vale anche per il colore. Gli autori poi, pur avendo fatto un lavoro egregio, possono fare cose ancora migliori, se sono convinto. Quindi quello che spero è che il fumetto venda bene e che ne seguano presto altri, di qualità pari e superiore. Per intenderci, Bonelli e Disney vanno benissimo, ma l’Italia è capace di altro, bisogna solo lasciarglielo fare. Potremmo avere un 2013 migliore di quello di “United we stand”.

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