Un giorno senza stranieri
Il 1° Marzo sarà un giorno senza stranieri, motivo: sciopero!Nel 2004, con il film “ Un giorno senza messicani”, il regista Sergio Arau immaginava la scomparsa di tutti i messicani dal suolo californiano, lasciando l’intero paese nel delirio collettivo. Si raccontano le conseguenze della vita senza messicani come una sorta di tragicomico “day after tomorrow”: famiglie dimezzate senza domestici e badanti, cantieri e campi senza lavoratori, fast food e benzinai deserti.
Anche in Italia ci sarà un giorno senza stranieri, sciopero generale indetto dal movimento “Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri” che riunisce “italiani, stranieri, seconde generazioni e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli” e che si ispira nel nome e nelle ragioni al movimento francese “La journée sans immigrés: 24h sans nous”, che sta organizzando un identico sciopero degli immigrati nella stessa data.
Come si legge nel sito : “si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società”.
Il colore dell’evento sarà il giallo, già protagonista di altre manifestazioni contro il razzismo, per sottolineare la trasversalità degli intenti e la non appartenenza a nessun partito politico. Tra le tante adesioni si trova anche quella di Emergency, la cui presidente Cecilia Strada provocatoriamente si chiede : “Loro se ne possono pure andare, ma noi?”
Chissà se i circa quattro milioni e mezzo di immigrati presenti nel nostro paese, qualcuno senza lavoro, qualcuno con un contratto in regola e moltissimi in nero, quindi ricattabili dai propri datori di lavoro, riusciranno a far sentire la loro voce e partecipare attivamente a questa iniziativa: questa è la più grande preoccupazione degli organizzatori.
Intanto sul più famoso social network italiano, Facebook, si sono iscritte più di 47.000 persone al gruppo relativo all’evento.
In seguito ai fatti accaduti a Rosarno e in via Padova a Milano si è parlato molto delle condizioni salariali e degli alloggi fatiscenti degli immigrati come se fossero situazioni lontanissime dal modo di vivere di noi italiani. Un frammento di una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti , datata Ottobre 1912, aiuta la nostra memoria:
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.
La miriade d’ iniziative organizzate per il primo marzo saranno occasioni per riconoscere nell’ “altro” noi stessi, immigrati italiani che nel passato non si fermarono per 24 ore ma che parteciparono alla crescita economica di molti paesi come la Germania, il Sud America e gli Stati Uniti.
Per saperne di più:
http://www.primomarzo2010.it/2009/10/chi-siamo.html
http://www.lajourneesansimmigres.org/fr/
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=117881
