UE: Turchia sì o no?
Gökhan è il mio migliore amico. Gökhan è il mio migliore amico ed è turco.E’ perfettamente integrato in Italia, anche se non nascondo affatto come a casa sua si respirino certe affascinanti tradizioni della nazione e cultura che rappresenta, ciononostante è fiero delle sue origini anche se in un contesto lontano centinaia di chilometri dalla nazione che gli ha dato la vita. Gökhan (oltre ad essere il mio migliore amico) è un turco in Italia e non ambisce minimamente ad essere globalizzato dalla nostra cultura o dal nostro continente. Ha il suo modo di vivere ed è fiero di questo.
Perché vi racconto del mio migliore amico? Perché è sempre più attuale il tema della Turchia e del suo ingresso nell’Unione Europea. Partiamo dal principio: l’Europa – intesa come territorio – finisce ad est con i monti Urali, ad ovest con l’Oceano Indiano includendo l’Islanda, mentre il mar Nero, il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli la separano dall’Asia. Quindi, cartina alla mano, meno del 5% del territorio turco appartiene al vecchio continente. E allora perché si discute tanto sul voler fare entrare questa nazione nell’Europa “politica” se poi in realtà di Europa non è? Il discorso è ovviamente controverso e non bastano certo lapalissiane conoscenze geografiche per negarlo.
La Turchia e il suo ingresso in Europa potrebbe essere schematicamente riassunto in tre fronti: quello etnografico che abbiamo già affrontato, quello storico e quello politico. La storia ci ha insegnato come non esista nessun cammino necessariamente segnato. L’Europa non si sta allargando (o si allargherà) perché scritto o deciso da qualcuno, ma perché lo stanno volendo gli europei. E, lungo il suo processo di unificazione, riscriverà di continuo la storia della sua coscienza identitaria, ridiscuterà di continuo i suoi confini. Essa è frutto di volontà: non si è mai nazione, se non nella misura in cui si vuole esserlo. A questo punto sarebbe interessante capire perché gli europei vogliano questo allargamento e – ancor più interessante – capire se questa “voglia” non sia realtà spinta dalla pressione di qualche macropotenza mondiale (leggi U.S.A.). Non è certo un segreto che Obama abbia più volte sollecitato l’UE a far entrare la Turchia in Europa. A detta sua perché il paese in questo modo rafforzerebbe la sua laicizzazione. A detta mia perché avere un nuovo stato satellite a stelle e strisce nel vecchio continente in una posizione così di controllo e vantaggio non sarebbe poi tanto male.
Inoltre, quello che non è troppo chiaro è perché si vuole laicizzare uno stato? La religione islamica rappresenterebbe un problema? E poi, scusate, ma quale violenza a livello culturale potrebbe rappresentare lo stravolgere il processo religioso di un popolo. Vorrebbe come dire: va bene entrate in Europa ma d’adesso in poi segni della croce e carne di maiale! Il mio amico Gökhan, come detto, è fiero di quello che è e se il paese che lo ospita gli obbligasse di diventare clone dello stile di vita dei suoi abitanti credo proprio che sarebbe molto meno felice di quanto in realtà sia. Quindi, ricapitolando: la Turchia non è geograficamente Europa, il suo ingresso politico nel vecchio continente è su pressione degli Stati Uniti d’America, Gökhan è orgoglioso della sua storia, la Turchia in Europa per laicizzarla. Ho l’impressione che qualcosa non torni. A questo punto, credo proprio che scriverò una lettera alla Casa Bianca proponendogli di far entrare il Messico negli Stati Uniti, vediamo cosa rispondono.
Passiamo ora al fronte politico. La Turchia nella sua storia non ha certo un bel rapporto con l’Europa. Ci sono state guerre e evidenti inimicizie. Se la memoria storica fosse un fattore per evitare il processo di unificazione, tanto varrebbe non provarci neppure. E’ pure vero che anche gli europei stessi per secoli si sono combattuti, qualche esempio: inglesi e francesi, spagnoli e inglesi, francesi e spagnoli, tedeschi e francesi (è pur sempre però casa loro). Tornando sul piano religioso c’è da considerare che l’Europa non è un “club cristiano” e nell’unione ci sono già un grande numero di cittadini musulmani. Insomma qua la questione si fa decisamente molto più controversa. A renderla più chiara però potrebbe bastare il discorso legato ai diritti umani. Problemi legislativi, codice penali, prassi poliziesca e carcerari in Turchia sono decisamente anni luce lontani dagli standard occidentali è evidente e anche Gökhan ne è consapevole. Poi ci sarebbe il discorso del trattamento delle minoranze etniche, non me ne vogliate ma non riesco proprio a fare il discorso dello struzzo quando si parla della questione curda.
Insomma come si vede la Turchia in Europa non è certo una facile questione, tanti temi scomodi da affrontare e, probabilmente, tanti interessi. Io cosa dico? Che Gökhan a prescindere rimarrà il mio migliore amico.
