Tutti in fila per i saldi
A Natale si sceglie e a gennaio si compra, ma attenti al doppio prezzo.
Stanno andando bene i saldi, nonostante la crisi; ovunque i consumatori stanno affollando centri commerciali e outlet. I dati sono positivi e nelle settimane precedenti all’inizio dei saldi, la Confcommercio aveva condotto un’indagine da cui era evidente che in molti stavano aspettando i saldi per lasciarsi andare ad acquisti più o meno necessari.
Dalla rilevazione effettuata dalla Confcommercio risultava infatti che quest’anno oltre il 69 per cento del totale dei consumatori contavano di poterne approfittare, spendendo da una media di 300 euro per le donne a un picco di 400 per gli uomini. Dunque le file ai negozi delle marche più prestigiose ed i parcheggi pieni degli outlet sono la conferma delle lunghe attese, segnando presenze del 20 per cento superiori al 2008.
Partiti in quasi tutta Italia dal 2 Gennaio, tranne poche città che hanno rispettato il post-befana – come Firenze in cui sono partiti dal 7 Gennaio – i saldi invernali sono un’occasione per le famiglie attente e con scarsa disponibilità per soddisfare le necessità a prezzi accessibili e scontati. Riuscendo ad ottenere un vantaggio quantitativo e qualitativo fuori portata prima dei saldi.
Come sempre ci sono polemiche sui prezzi esposti prima e dopo i saldi. La legge obbliga (per il decreto legislativo 24 del 2002 e il decreto legislativo 206 del 2005 chiamato anche Codice del consumo) le attività commerciali che effettuano vendite a saldo a:
- esporre il doppio prezzo, prima e dopo lo sconto, e la percentuale di sconto applicato.
- Una netta divisione tra merce a saldo e merce non a saldo.
- Di cambiare in garanzia eventuali capi difettosi.
Purtroppo non tutte le attività rispettano con trasparenza simili normative, le alterazioni più comuni sono una maggiorazione del prezzo pre-saldi così da mostrare un’offerta “farlocca” finale non molto diversa dal suo prezzo originario prima dei saldi. Una vessazione per i meno attenti, anche se avviene su beni non di prima necessità.
I saldi, in Italia, diventano anche un’arma sul piano politico per sottolineare le difficoltà degli italiani, con in testa le associazioni dei consumatori a richiamare alla dura realtà su come i saldi siano solo tutta apparenza e che in arrivo c’è una nuova stangata sui prezzi e le tariffe. Dall’altro lato gli ottimisti indefessi a ripetere che la crisi non è mai esistita. Due eccessi errati, perché la crisi esiste, da un punto di vista occupazionale e politico. Inoltre il 2009 si chiuderà con un commercio mondiale intorno circa al 15 per cento in meno del 2008, il più forte decremento nel secondo dopoguerra. Di conseguenza, la produzione industriale italiana è arretrata nel 2009 ai volumi di circa 100 trimestri fa, riportandoci a 25 anni indietro.
La domanda interna, al contrario, nel 2009 avrà anch’essa un segno negativo, ma non oltre l’1 per cento meno dell’anno precedente. Va considerato che gli italiani sono privatamente indebitati molto meno di altri popoli, e poiché sono formiche e non cicale vantano una ricchezza accumulata che continua ad essere pari a circa il 750 per cento del proprio reddito annuo disponibile, tra i 200 e i 300 punti in più rispetto ad altri Paesi avanzati come Regno Unito, Stati Uniti ma anche la Francia.
La dinamica molto, troppo contenuta dei redditi disponibili colpisce soprattutto – oltre naturalmente i pensionati – quei milioni di italiani che contano sulla sola retribuzione da lavoro, soprattutto nel settore privato, e a qualifica bassa. Ed è per liberare energie da mettere al servizio di un loro maggior benessere e di più alti loro consumi, che entrano in campo le riforme necessarie. È per questo che la politica dovrebbe seguire la preziosa indicazione espressa dal Capo dello Stato nel suo messaggio di fine anno. Le riforme sono irrinunciabili. Purtroppo la politica sembra vivere su un altro pianeta, e l’unica priorità attualmente presente sembrano le prossime regionali. Intanto le famiglie italiane approfittano dei saldi, ma fanno anche bene i propri conti. I commercianti che credono di poter approfittare dell’ingenuità dei consumatori con il gioco dei prezzi, lamentano che la gente guarda ma non compra. Dove gli sconti sono reali e ci sono occasioni da sfruttare, venditori e acquirenti possono ritenersi soddisfatti da quest’ondata di saldi.
