Tra luoghi, figure e nature morte
Riapre così a Roma la Galleria Comunale d’Arte Moderna
In via Francesco Crispi, nel cuore della Capitale, è stata riaperta al pubblico lo scorso 19 novembre la Galleria Comunale d’Arte Moderna.
Il museo, definito “uno scrigno di oggetti preziosi” dal Sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, può vantare una ricchissima collezione che ha avuto fin dalla sua istituzione una storia piuttosto tormentata, con diversi spostamenti da una sede all’altra prima di trovare una collocazione definitiva. Le opere d’arte sono infatti passate dal Campidoglio a Palazzo Braschi, per poi essere trasferite a Palazzo delle Esposizioni e raggiungere infine la sede attuale. Era infatti il 1995 quando si decise che ad accogliere la collezione sarebbe stato l’ex convento delle Carmelitane Scalze di via Crispi.
Ed ecco dunque che dopo un ultimo periodo di chiusura, finalizzato al compimento di lavori di restauro, la Galleria ha finalmente riaperto al pubblico. Ma proprio il consistente numero di opere ha portato gli allestitori alla scelta di esporre le stesse in modo non permanente, bensì a rotazione, seguendo delle tematiche ben precise, come quelle che sono alla base dell’esposizione inaugurale, incentrata su “Luoghi, figure e nature morte”.
La mostra, che è costituita da una selezione di 140 opere, è rappresentativa di una collezione che ne comprende al suo interno più di 3000 e che abbraccia cento anni di arte, dall’ultimo quarto del diciannovesimo alla seconda metà dello scorso secolo.
Le opere sono state disposte sui tre piani e nel chiostro dell’edificio. Proprio quest’ultimo accoglie alcune sculture particolarmente interessanti, tra cui la “Cleopatra” in marmo di Girolamo Marini, datata 1882, ed “Il pastore”, opera in terracotta a grandezza naturale per la quale lo scultore Arturo Martini fu premiato alla Quadriennale del 1931.
La figura è l’elemento centrale dell’esposizione, allestita al primo piano dell’ex convento, dove si trovano rappresentati diversi generi pittorici, come il simbolismo di Nino Costa o il genere pompeiano al quale si riconduce il “Frigidarium” dipinto da Alessandro Pigna nel 1882.
I luoghi si approfondiscono invece al secondo piano, con vedute delle quali la grande protagonista è Roma, realizzate da artisti come Scipione Vannutelli, Mario Mafai, Armando Spadini e Renato Guttuso. Al terzo piano l’esposizione prosegue invece con le nature morte di Riccardo Francalancia, Giorgio Morandi, Francesco Trombadori e molti altri.
Una sala apposita è stata infine dedicata a Giacomo Balla, e a rappresentare la sua produzione pittorica c’è fra gli altri il dipinto “Il dubbio”, in cui l’artista ha voluto ritrarre sua moglie Elisa.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 12 aprile 2012. Per informazioni ed approfondimenti si può consultare il sito www.galleriaartemodernaroma.it.
( fonte immagine: http://www.daringtodo.com)
“Luoghi, figure, nature morte. Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale”
19 novembre 2011 – 12 aprile 2012
Roma, Galleria Comunale d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi 24
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Biglietto: intero 5,50 €, ridotto 4,50 €
