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Timeline: Facebook volta pagina

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Restyling per il popolare social network: il profilo diventa un diario

Cosa abbiamo scritto il giorno in cui ci siamo sposati? Che musica ho ascoltato quando sono partito in vacanza? A breve sarà possibile ritrovare tutto questo nel nuovo diario che sostituirà la classica bacheca del profilo personale di Facebook.

Annunciato alla conferenza dell’F8 a settembre, debutta anche in Italia la “Timeline”, la novità che più di tutte sconvolgerà la natura del portale di Mark Zuckerberg.

Se la data ufficiale di rilascio è quella di giovedì 22 dicembre, non manca per i più curiosi la possibilità di provare le nuove funzioni in anteprima recandosi sulla pagina apposita (https://www.facebook.com/about/timeline)

Tante le novità: anzitutto dobbiamo fare i conti con un’interfaccia grafica completamente diversa da quella cui eravamo abituati. Il primo impatto che abbiamo è con la copertina, ovvero un immagine orizzontale molto grande che domina la parte alta dello schermo, appena sopra la classica foto profilo. Già da questo primo elemento intuiamo la forzata analogia con il classico diario, ma “un libro non si giudica solo dalla copertina”, dunque proseguiamo.

Appena più in basso vediamo un piccolo indice che contiene da una parte le nostre informazioni personali, dall’altro dei riquadri personalizzabili contenenti le nostre foto, l’elenco dei nostri amici, i nostri interessi, le mappe dei posti dove siamo stati, e così via.

La barra degli aggiornamenti di status la vediamo arricchita di nuove possibili iconcine che permettono di qualificare l’evento che stiamo andando a pubblicare, ad esempio se abbiamo trovato un nuovo lavoro, o se ci siamo fatti un piercing. Tutto abilmente catalogabile.

Passiamo finalmente a visualizzare la vera e propria Timeline. Al primo impatto non è affatto intuibile, sembra piuttosto che qualcuno abbia rimescolato a caso le nostre carte e le abbia rimesse disordinatamente sul tavolo. In realtà una logica , seppur a fatica , l’abbiamo individuata.

Facendo attenzione si può notare una linea verticale che divide a metà la pagina, una sorta di autostrada temporale dove si diramano centinaia di uscite che rappresentano le nostre attività sul social network. I nostri stati, le foto, i nostri “like”, i link condivisi, tutto è fedelmente riportato in ordine accuratamente cronologico. Ma è la nostra vita e siamo noi a scegliere cosa è importante o no giusto? Niente di più semplice, se vogliamo evidenziare qualcosa basterà cliccare sull’apposita stellina, e ciò che riteniamo più interessante acquisirà il giusto spazio.

Una volta contemplato questa sorta di tempio alla mia persona (o peggio, un epitaffio digitale) la nostra curiosità si rivolge alle applicazioni sociali. Nell’era di Android e di iOS anche Facebook si decide a lanciare le proprie App,  nel concreto programmi di info, music e video sharing. Aspettando Spotify e Netflix potremmo ascoltare le nostre canzoni preferite e condividerle con i nostri amici, oppure noleggiare un film in streaming direttamente sul social network.

In conclusione Zuckerberg ci suggerisce di costruire, catalogare, selezionare gli eventi della nostra vita su Facebook, alla portata di tutti. Sarà addirittura possibile tornare indietro nel tempo, ad esempio alla nostra data di nascita per caricarvi magari una foto di noi neonati. In questo Big Brother spontaneo il timore è che gli utenti vengano spinti a dimenticare cosa sia la giusta riservatezza e ad offrirsi volontariamente in pasto agli stalker del web, così come sarà forte la tentazione di erigere un monumento digitale alla propria vita, perdendo di vista il concetto di community sulle cui fondamenta si sono da sempre retti i social networks.

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