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Texas: morte no limit

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Ancora condanne a morte negli Stati Uniti.È avvenuta in Texas l’esecuzione a morte di Kevin Varga, una delle 28 programmate per il 2010 negli USA.

Dal braccio della morte del penitenziario di Huntsville, in cui era detenuto dal 2001, Varga ha descritto il momento in cui apprese dalla guardia carceraria la data della sua esecuzione:

“…mi sono alzato, mi sono avvicinato alla porta della cella per avere il mio pasto e mi sono sentito chiedere dalla guardia se avevo saputo che era stata fissata la data. Scioccato, gli ho detto ‘No’. Sebbene io stessi aspettando questa notizia da piu’ di un mese, non posso dirvi cosa significa conoscere il giorno in cui tu sarai legato ad un tavolo e ti sarà iniettato un veleno letale finché il tuo cuore non smetterà di battere. Ma cercherò di spiegarvi come ci si sente. Mi sono sentito come se il mondo scivolasse via e io fossi rimasto sospeso senza contatti con la realtà. Il mio stomaco si è contratto. Ho guardato il vassoio che soltanto un momento prima volevo mangiare e la sola vista del cibo mi ha fatto rivoltare lo stomaco disgustandomi. La guardia mi ha sorriso e si è avviata verso il detenuto successivo che era in attesa del suo vassoio. Ho sentito il prigioniero della cella accanto lamentarsi perché il vassoio scottava. Avrei voluto urlargli che un vassoio troppo caldo non era proprio la cosa peggiore che ti potesse capitare in un posto come quello.”

Quest’uomo era famoso ovunque come il killer delle “trappole sexy”. Verso la metà degli anni Novanta, insieme all’amico e complice Billy Galloway e due donne, avrebbe adescato vittime, nelle zone tra il South Dakota e il Messico, per derubarle, picchiarle e in ultimo ucciderle. Nel mirino rientravano uomini alla ricerca di avventure sessuali.

La condanna di Varga fu condizionata da irregolarità, non avendo avuto egli diritto ad una giuria imparziale: un membro della stessa giuria venne infatti escluso dal processo in corso perché si dichiarò contro la pena di morte. I suoi legali non ricorsero all’appello e fu creata una nuova giuria non epurata dai giurati abolizionisti.

A nulla sono servite le petizioni internazionali rivolte al Governatore del Texas, la mobilitazione italiana de LA7, Mtv e la comunità di Sant’Egidio, la richiesta di clemenza di Papa Benedetto XVI e la dichiarazioni d’innocenza rese da Varga: al 41enne è stata somministrata il 12 maggio alle 18.12 (ora locale) l’iniezione letale che lo ha ucciso sette minuti dopo.

La prima esecuzione a morte degli Usa avvenne in Texas nel dicembre 1982. E da allora il civile Texas con tutti gli altri Stati Uniti America proseguono la catena di assassini legalizzati per applicare la giustizia del proprio Stato.

La prassi è la seguente: alla persona viene fatta un’iniezione endovenosa letale di un barbiturico ad azione rapida, unitamente ad un agente chimico paralizzante (una sorta di anestesia totale). Se il condannato scalpita, il mix può penetrare in un’arteria e causare  gran dolore; inoltre, se il barbiturico anestetico non agisce subito, l’uomo o la donna  possono assistere coscientemente alla paralisi dei propri polmoni con sofferenze terribili.

Come scriveva Cesare Beccaria in  “Dei delitti e delle pene”: “Non è dunque la pena di morte un diritto….ma è una guerra della nazione con un cittadino”.

Per saperne di più:

http://www.nessunotocchicaino.it/

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=39535&cat=esteri

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/05/11/visualizza_new.html_1791263971.html

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