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Sud Africa nel mirino

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Assassinato nella sua azienda agricola Eugene Terreblanche, estremista bianco di destra.

All’origine del delitto di Terreblanche, avvenuto il 3 aprile, ci sarebbero storie di sfruttamento e di stipendi non pagati. Due lavoratori della sua fattoria nel nord-ovest del Paese, entrambi giovanissimi, uno di 15 e l’altro di 21 anni, hanno ucciso barbaramente Terreblanche con maceti e tubi per l’irrigazione. I due ragazzi sono stati arrestati dalla polizia.

I suoi sostenitori politici di estrema destra continuano incessantemente a rendergli omaggio davanti alla sua fattoria di Ventersdorp, 150 km a ovest dalla capitale Johannesburg. Hanno promesso che ci sarà una forte reazione dei bianchi contro i neri. Questo omicidio ha riaperto ferite pesanti e mina l’ordine sociale, anche in previsione dei Mondiali di Calcio 2010, che saranno ospitati proprio in Sud Africa.

Proprio su questo si è espesso Andre Visagie, segretario del partito e del movimento Afrikaner Weerstands beweging (AWB), fondato dallo stesso Terreblanche nel 1970 sugli assiomi della supremazia bianca e della segregazione razziale. Ha lanciato un monito d’avviso per i mondiali: “Questo è il genere di incidenti che accadono in Sudafrica, questo è ciò che devono aspettarsi se manderanno qui i loro giocatori”.

L’omicidio di Terreblanche sembra buttare benzina sul fuoco delle polemiche che stanno caratterizzando la politica del Sudafrica. Julius Malema, uno dei leader del partito al momento al governo (ANC) , ha di recente cantato la canzone “Ammazza il boero”, di ispirazione anti-razzista e contro l’Apartheid.

È un testo contro lo sfruttamento e la schiavitù dei neri da parte dei fattori-padroni bianchi, ma ha più implicazioni politiche di quanto sembrebbe: i due ragazzi che hanno ucciso il politico sono neri e Terreblanche adorava definirsi “Boero”. Suo nonno fu un insurrezionalista della Colonia Britannica del Capo e lottò a fianco dei compatrioti boeri.

Durante gli anni di lotta anti-apartheid , Terreblanche fu un accanito oppositore dell’uguaglianza fra neri e bianchi e tentò di fermarla con disastrosi attentati nel Paese. Fu condannato a cinque anni di carcere e ritenuto una seria minaccia per la democrazia del Sud Africa. La situazione non promette nulla di pacifico.

Il presidente Zuma, cercando di mantenere la calma e per evitare che esploda un violento conflitto sociale nel Paese, afferma: “È importante che tutti leader di questo paese, di qualsiasi parte politica o organizzazione non governativa, siano uniti nel richiamo alla calma…nessuno ha diritto di fare la sua legge, soprattutto in un Paese come il Sudafrica che rispetta lo stato di diritto”.

Il 4 aprile l’agenzia di stampa Sapa riporta un’ulteriore appello alla pace sociale: Il presidente invita alla calma dopo questo terribile delitto e chiede ai sudafricani di non permettere ad agenti provocatori di trarre vantaggio dalla situazione per istigare all’odio razziale o alimentarlo”.

Il partito storico di Nelson Mandela, con il suo leader Zuma, dovrà fare di tutto affinchè il Paese non torni indietro di sedici anni, ai tempi in cui le lotte e l’odio dilaniavano la popolazione. Questa volta il Sud Africa sarà un sorvegliato speciale: i riflettori dei Mondiali di Calcio 2010 terranno vive le vicende sudafricane prima, durante e dopo il grande evento sportivo.

Per saperne di più:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/04/04/visualizza_new.html_1759714066.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/04/06/visualizza_new.html_1759830468.html

http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/3797797.stm

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