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Stufe assassine

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Tra Milano e Magenta muoiono 5 persone a causa di stufe pericolose e malfunzionanti.La prima tragedia avviene a Milano in un accampamento Rom abusivo di via Caio Mario: nella baracca in cui viveva con la famiglia perde la vita Emil Enea, un ragazzo di soli  tredici anni. Le temperature poco clementi di questo marzo avevano costretto il padre di famiglia ad alimentare la stufa a legna. Da quest’ultima è partita una scintilla che ha fatto tutto il resto. Gli altri fratelli del ragazzo e i suoi genitori si sono salvati con qualche ferita.

Questa sciagura, che si somma purtroppo a tantissime altre, ha fatto sprecare parole ad associazioni e istituzioni. Ma le parole, a volte davvero fuori luogo, suonano sempre come un ritornello.

L’Opera nomadi di Milano accusa il Comune tramite la voce del suo presidente Maurizio Pagani : ”Quello che è accaduto la scorsa notte è la diretta conseguenza delle condizioni di vita in cui sono costretti i rom e le popolazioni nomadi, è il prezzo che si paga a fronte di una totale assenza delle politiche di accoglienza, anche temporanea, della mancanza di strutture, insomma non c’è a Milano alcuna governance del problema rom”.

A detta di Davide Boni, capodelegazione della Lega Nord nella Giunta regionale lombarda: “L’incendio avvenuto in un campo nomadi a Milano rappresenta il tragico frutto della politica portata avanti da coloro che si oppongono agli sgomberi e che, in questo modo, condannano a morte le persone che vivono nei campi irregolari, compresi i bambini….Anche alla luce di quanto accaduto  è necessario procedere a sgomberare tutti gli stanziamenti abusivi allontanando coloro che non hanno mezzi di sostentamento adeguati per restare in questo Paese”.

Anche Stefano Bolognini, assessore alla Sicurezza della Provincia di Milano (Lega Nord) in giunta non si è risparmiato in tenerezze: “Quanto accaduto in via Novara e le condizioni in cui versa il campo dimostrano che nessun tipo di integrazione è possibile con queste persone”.

La piccola comunità, costituita da una ventina di baracche senza servizi e acqua, oltre a soffrire per il lutto teme lo sgombero.

Nella seconda tragedia avvenuta a Magenta giovedì 18 marzo, invece, le due coppie di fidanzati coinvolti avevano appena abbandonato la miseria-lager di un campo rom, il famoso Triboniano di Milano. Dalle prime indagini i quattro ragazzi sarebbero morti nel loro appartamento di via Dante Alighieri, regolarmente affittato, in seguito ad una fuga di monossido di carbonio dalla stufa elettrica. I corpi sono stati scoperti dal fratello di una delle quattro vittime che, allarmato dalla non reperibilità del parente, si è recato presso l’abitazione.

In un marzo colmo di rom nella cronaca nera c’è stato anche un momento positivo, atto a favorire tolleranza e integrazione. Durante “Fa la cosa Giusta!”, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, svoltasi a Milano dal 12 al 14 di marzo, era possibile acquistare presso lo stand di InterGAS un vino rom- Rosso di origine migrante. Questa iniziativa, promossa dalle mamme e maestre di alcuni quartieri e sostenuta dalla Comunità di Sant’Egidio, serviva a finanziare progetti integrativi per i bambini di Milano sgomberati dal campo Rom di Via Rubattino.

La Milano sempre più futurista e all’avanguardia deve fare i conti con l’altra sua faccia, quella che non sa nemmeno dell’esistenza della settimana della moda, che lotta ogni giorno fra povertà, sgomberi e morti assurde.

Per saperne di più:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/03/13/visualizza_new.html_1732987699.html

http://www.ilgiornale.it/milano/quattro_cadaveri_casa_stroncati_monossido_in_corso_verifiche_stufa/cronaca-cronaca_nera_milano-ambulanza-milano-magenta-monossido_carbonio-cadavere-appartamento/18-03-2010/articolo-id=430594-page=0-comments=1

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