0

Strage stradale: un dramma

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Fabrizio Santori  presidente della Commissione speciale per la Sicurezza Urbana ci parla di sicurezza stradale.

Se mettiamo insieme tutti i morti per reati contro la persona o per problemi di sicurezza sul territorio romano non arriviamo nemmeno a un quarto del numero di vittime che rimangono ogni anno sulle strade, per infrazioni del codice della strada o per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe”.

L’ultima tragedia della strada avvenuta di fronte al Palazzaccio
ha riproposto la questione in tutta la sua gravità. Quelle due giovani vite spezzate nella macchina guidata dal sottoufficiale della Marina Guido Campanelli dopo una corsa folle per le strade deserte della Capitale, hanno sollecitato il Campidoglio ad intervenire al più presto. Poco più di un anno prima, a pochi metri di distanza dall’altro lato del Tevere, due ragazze irlandesi erano morte dopo essere state investite sulle strisce pedonali da una Mercedes classe B che andava a 120 chilometri orari. In entrambi i casi chi era alla guida dell’auto è risultato positivo al test alcolimetrico.

Anche se il numero di vittime è in calo grazie all’aumento di controlli sulle principali vie di comunicazione – continua Santori – siamo molto indietro rispetto ad altri paesi europei. Le istituzioni nazionali e le amministrazioni locali devono impegnarsi ancora di più su questo problema”.  Il Campidoglio, in effetti, ha pensato di installare dissuasori nei punti dove si verificano più incidenti, autovelox anche in città, in tutte le strade considerate pericolose, e bande sonore che possano attirare l’attenzione dell’automobilista e indurlo a ridurre la velocità.

Sono d’accordo – afferma Santori – anche se io aggiungerei autovelox fissi, rotatorie e dossi sugli attraversamenti pedonali, come in Inghilterra. Ma quello degli interventi strutturali sulle vie di comunicazione è solo uno dei fronti su cui va affrontata la questione sicurezza stradale. Serve un maggiore controllo del territorio, con ad esempio posti di blocco di fronte ai locali, postazioni di polizia stradale che devono reprimere e prevenire allo stesso tempo, e bisogna organizzare campagne d’informazione nelle scuole per sensibilizzare i giovani. Campagne in cui devono essere coinvolte anche le famiglie. Se riusciremo  – conclude Santori - ad agire in queste tre direzioni contemporaneamente potremo sperare di fermare, o per lo meno ridurre drasticamente, questa strage di giovani per le strade della Capitale.”

Foto: http://www.provincia.torino.it

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*