0

Spagna: al via il processo Camps

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Corruzione e…vestiti: la Tangentopoli iberica

(di Maria Bonillo Vidal)

Per un presidente che vola nella gloria politica, ce n’è un altro che siede nella polvere di un vergognoso scandalo. Infatti, si è formato in questi giorni il nuovo governo di centro destra targato Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare. A centinaia di chilometri di distanza, l’ex governatore della Comunità Valenziana Francisco Camps è attualmente processato dal Tribunale Superiore di Valencia per il reato di corruzione, attribuitogli nell’ambito del più ampio caso “Gürtel”.

camps

L'ex governatore Francisco Camps

Camps è a giudizio per aver ricevuto regali – soprattutto vestiti – in cambio di contratti e appalti da parte di imprese appartenenti a Francisco Correa. Un sistema corruttivo ben ramificato anche al di fuori delle istituzioni valenziane, con propaggini a Madrid e in Galizia.

Il “caso Camps” ha avuto fin da subito un enorme impatto mediatico. Se ne parla sui giornali e sulle tv (rigorosamente non valenziane) da tre anni, ma solo ora è sfociato in un dibattimento processuale. Un’attesa durata un’intera legislatura, terminata anzitempo lo scorso luglio con le dimissioni dello stesso Camps, richieste a gran voce da molti cittadini della Comunità di Valencia.

Il processo, iniziato lo scorso 12 di dicembre, terminerà solo dopo Natale. Assieme all’ex-presidente è giudicato anche Ricardo Costa, ex segretario regionale del Partito Popolare, per gli stessi reati.

Tutto è nato dall’indagine del giudice Baltasar Garzón, iniziata nel 2009 sulla base di intercettazioni in cui i principali accusati, tra cui Camps e Costa, parlavano dei costosi regali ricevuti dalla rete criminale dell’imprenditore Francisco Correa. Secondo il giudice, era proprio questo sistema corruttivo a finanziare illegalmente il Partito Popolare. Garzón non ha più oggi la titolarità dell’inchiesta, in quanto le registrazioni effettuate potrebbero non essere legali.

E’ dificile capire la complessità del “caso Camps” se non si conosce il personaggio protagonista. Un presidente che vince ad ogni appuntamento elettorale, pur amministrando la regione di Valencia in maniera quantomeno discutibile: spese pazze (ben 300 milioni di euro per gli edifici faraonici di Calatrava), l’affidamento di tutta l’organizzazione riguardante la visita di Benedetto XVI a Valencia ad imprese del sistema “Gürtel”, contratti milionari anche al genero del Re, Iñaki Urdangarin, anche lui indagato per corruzione in un’altra inchiesta.

Senza dimenticare la manipolazione della televisione pubblica regionale e la sua arroganza, di fronte ai giornalisti nelle conferenze stampa e di fronte all’opposizione nell’assemblea regionale: ad ogni richiesta di chiarimenti, zero risposte.
Oggi Camps è l’ombra dell’uomo che governava con pugno di ferro tutta la Comunità di Valencia ed era rispettato da tutto il Partito Popolare.

Anche dal neo-primo ministro Mariano Rajoy, che aveva dichiarato fino a pochi mesi fa: “sarò sempre vicino a Camps, davanti, indietro, ma sempre con lui!”. Dal giorno in cui è iniziato il processo, il leader del Partito Popolare non gli ha ancora dedicato una parola di sostegno nè si è fatto vedere in tribunale per dare manforte al suo vecchio amico, che continua a dichiararsi innocente.

Con il nuovo anno si saprà il destino, non solo politico, dell’ex presidente: in caso di colpevolezza, potrebbe essere interdetto dai pubblici uffici o condannato al carcere.

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*