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Sicilia: forconi e occasioni mancate

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Aias, Forza d’Urto e Forconi paralizzano l’isola e istanze legittime

Lo spread in calo dà ragione alle scelte del governo Monti. Il termometro della situazione finanziaria sul mercato borsistico dice che la cura frena la cancrena cui l’Italia è giunta per responsabilità dell’ultimo mandato Berlusconi. Ma il polso del Paese va tastato non solo in Borsa. In Sicilia il primo campanello d’allarme: cinque giornate di blocchi dei trasporti su gomma, proteste di agricoltori e pescatori, gente a corto di viveri e benzina.

Quali le istanze del Movimento Forza d’urto?

Sicilia_forconiIl movimento ha presentato una bozza programmatica al Presidente della Regione Raffaele Lombardo giovedì scorso. Tra le richieste: «Defiscalizzazione del carburante. Rilascio del Durc (Documento Unico Regolarità Contributiva) anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit, Empaia, Inps) in 10 anni con interesse legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato pagamento). Abolizione dell’Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale».

Istanze ragionevoli? Marginalità come alibi dietro cui trincerarsi?

Veniamo ai punti deboli delle manifestazioni: nessuno dei dimostranti ha parlato del controllo mafioso su  tutta la filiera produttiva, distributiva, commerciale, che determina situazioni di concorrenza illegale insostenibile. Nessuno ha chiamato in causa i precedenti governi nazionali e regionali: qualcuno  ricorda il 61-0 di Berlusconi in Sicilia? Chi ricorda un Presidente regionale, condannato per mafia, aver mangiato cannoli a Palazzo D’Orléans? Istituzioni responsabili dell’attuale stato di cose, elette anche  dai manifestanti.

Oggi l’anello più debole è il mancato coinvolgimento di tutte le forze politiche e sindacali locali, tale da incidere sull’agenda politica nazionale in maniera organica. Al momento è certo un incontro tra Lombardo e Monti entro la fine del mese.

Al quinto giorno di protesta, sono emerse le prime falle all’interno dello stesso movimento: l’Aias ha sgombrato il campo a mezzanotte di venerdì scorso; sabato la spaccatura interna al Movimento dei Forconi: Mariano Ferro vuole spostare i blocchi a Roma e ha preso le distanze dall’altro presunto leader del movimento, Martino Morello, considerato vicino a Forza Nuova.

Ciò che desta maggiore preoccupazione è l’infiltrazione mafiosa, come denunciato dal Presidente regionale di Confindustria Ivan Lobello: «Abbiamo evidenze che in molte manifestazioni nei blocchi che stanno creando tante difficoltà in Sicilia erano presenti esponenti riconducibili a Cosa Nostra, questo non significa che la mafia sia dietro le manifestazioni, ma siamo preoccupati che un disagio reale della gente dell’Isola sia cavalcato da personaggi senza credibilità e dal dubbio passato, da infiltrazioni della criminalità organizzata e da altri fenomeni che finiranno solo per aumentare un ribellismo generico che non risolverà alcun problema»,

(fonte immagine: http://www.eilmensile.it)

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