Senza Emergency si muore
Dal pomeriggio del 10 Aprile l’ospedale a Lashkargah di Emergency è chiuso e nove suoi operatori, di cui tre italiani, sono stati arrestati dalla polizia e dai servizi segreti afgani.
L’associazione umanitaria Emergency è stata fondata nel 1994 a Milano per “portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà”, come si legge nel sito ufficiale; ha operato in 15 Paesi del mondo e dal 1994 a fine 2009 ha aiutato 3.663.738 persone.
In Afghanistan, proprio nel centro chirurgico di Lashkargah, in cui sono stati curati circa 66mila pazienti dal 2004 ad ora, sono stati prelevati i nove operatori.
Il portavoce del governatore di Helmand, dove è sito l’ospedale, ha affermato; “Preparavano un complotto per assassinare il governatore di Helmand, hanno perfino ricevuto mezzo milione di dollari per compiere l’attentato“. Secondo la polizia afgana la tesi sarebbe supportata dal ritrovamento di armi nel magazzino della struttura, durante il blitz.
Secondo Gino Strada, fondatore di Emergency, si tratta di una ” montatura destinata a crollare”. Il chirurgo afferma che i militari, dopo aver fatto sgomberare per quasi un ‘ora l’intero ospedale per un allarme attentato, abbiano occupato militarmente il posto e che si siano diretti a colpo sicuro nel magazzino, senza controllare nient’altro che due scatoloni contenenti le armi.
Strada, nella lettera inviata a Repubblica si chiede “Perché si aggredisce, perché si dichiara guerra a un ospedale? Emergency e il suo ospedale sono accusati di curare anche i talebani, il nemico. Ma non hanno per anni sbraitato, i politici di ogni colore, che l’Italia è in Afghanistan per una missione di pace? Si possono avere nemici in missione di pace? In ogni caso l’accusa è vera. Anzi, noi tutti di Emergency rendiamo piena confessione”
E aggiunge: “Da tempo la Nato sta compiendo quella che definisce la più importante campagna militare da decenni: la prima vittima è stata l’informazione. I giornalisti veri sono scomodi, come l’ospedale di Emergency, che è stato a lungo l’unico testimone occidentale a poter vedere gli orrori della guerra. Non staremo zitti”.
Il ministro degli Esteri Frattini ha spiegato a Montecitorio “Desidero conoscere con urgenza la configurazione delle accuse che vengono mosse ai tre operatori di Emergency… sia garantito il loro diritto pieno alla difesa”. Secondo il ministro “le dichiarazioni di Strada in cui, in questi momenti, si accusano gli Usa, la Nato e l’Isaf, non aiutano l’azione diplomatica”. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha inviato una lettera a Karzai, attuale presidente dell’ Afghanistan, per avere ulteriori delucidazioni.
Nel comunicato del 15 di aprile di Amnesty International si legge “Le autorità afgane devono rispettare il diritto alla difesa, come formulato dalla Costituzione del paese e dal Patto internazionale. Amnesty International è rammaricata per il fatto che dall’irruzione del 10 aprile, Emergency non può più dirigere la struttura ospedaliera. L’ospedale di Emergency a Helmand è uno dei pochi centri che forniscono cure mediche nella zona ed è dunque fondamentale che continui a operare”
Venerdì 16 aprile i tre operatori hanno finalmente incontrato a Kabul i diplomatici italiani.
Dal giorno dell’arresto non si conoscono con chiarezza i capi d’accusa, resta il timore che il reato sia quello di “pacifismo”. Unici dati certi: ospedale chiuso e persone senza cure.
Domenica 18 Aprile vengono liberati dall’arresto.Tutti i sostenitori di Emergency hanno tirato un respiro di sollievo.
