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Semifinali di andata di Champions League

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L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha probabilmente pesato, non poco, su questo turno di Champions League. Le due squadre in trasferta, Lione e Barcellona, costrette a sorbirsi un estenuante e lungo viaggio in pullman causa blocco del traffico aereo, hanno entrambe perso.Da un lato c’è stato un Inter – Barcellona, dove errori grossolani dell’arbitro hanno sfavorito nettamente la squadra catalana che però può recriminare di essersi ricordata di saper perfettamente giocare al calcio solo nelle battute finali dell’incontro. Dall’altro lato c’è stata un’altra semifinale dove la paura di osare l’ha trasformata in un match più consono a un turno preliminare della scomparsa Coppa delle Fiere. Due squadre, Bayer e Lione, non in grado di incantare e divertire, dove l’unico fuoriclasse in campo è stato l’arbitro Rosetti che, al contrario del suo collega Benquerenca, non ha sbagliato un colpo.

Dati alla mano, l’Inter ha vinto 3 a 1 e ciononostante non dovrà considerarsi già in finale perché il suo avversario si chiama, comunque, sempre Barcellona. La squadra di mister Guardiola è nettamente la più forte al mondo e due gol di svantaggio non credo possano considerarsi un’impresa dal difficile superamento. I nerazzurri dallo loro hanno la storia. La storia che dice che l’Inter non vince questa competizione dal 1965 e quindi non ci metterà solo le gambe per coronare un traguardo che manca dalla bellezza di 45 anni.

Inoltre, chi supererà questa sfida – anche se il pallone è rotondo – credo possa considerarsi con più di mezza coppa in tasca dato che Lione e Bayern Monaco, vedendo quello che hanno mostrato mercoledì, hanno dimostrato di essere una manciata di gradini sotto come forza e bravura.  Il Bayern ha vinto 1 a 0 solo grazie ad un tiro da fuori di Robben, corretto in rete dalla capigliatura di Muller che l’ha reso imparabile.

Detto ciò, però, è anche doveroso considerare che una finale è pur sempre una finale e che i valori in campo, ad un passo dalla vittoria, potrebbero tramutarsi e far uscire caratteristiche e qualità che fino ad ora non erano affatto pervenute.

Sul piano delle panchine, inoltre, c’è da dire che Van Gaal non è certo un signor nessuno per quanto riguarda tattica e vittorie e anche se il suo Bayern Monaco non è zeppo di campioni, al contrario di Inter e Barça, la sua eventuale presenza in finale potrà sicuramente regalare qualche inaspettata emozione.

Nel complesso quello che questa competizione dimostra ogni anno, salvo rare eccezioni, è come i valori delle compagini partecipanti tendano sempre ad uscire fuori alla distanza.  Spirito, mentalità, carattere sono questi le qualità principali che serviranno alla squadra che il 22 maggio allo stadio Bernabeu di Madrid vorrà alzare la coppa dalle grandi orecchie. I pronostici non sono facili da fare e per questo li evitiamo volentieri. Limitiamoci ad ammirare uno spettacolo che, da diversi anni a questa parte, è la più bella vetrina di calcio giocato del globo. Mettiamoci comodi, quindi, e aspettiamo ansiosamente il verdetto finale.

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