Scenari mondiali
Sono 180 i giorni che mancano all’inizio di quello che sarà la diciannovesima edizione del mondiale di calcio: Sudafrica 2010. E siccome il tempo, in attesa dell’undici giugno, in qualche modo deve essere occupato proviamo a passare ai “raggi x” gli otto gironi, vedendo e analizzando le squadre che li compongono. Cominciamo.
Gruppo A. E’ il raggruppamento dove ci sono i padroni di casa del Sudafrica insieme a Francia, Uruguay e Messico. Certamente non un girone di ferro, considerando che l’unica testa di serie è il Sudafrica che nel ranking mondiale della Fifa occupa la posizione numero 85. Insomma ai cugini d’oltralpe, dopo esser passati nello spareggio con l’Irlanda per merito di una mano galeotta, continua a dire bene, anche se è doveroso non sottovalutare le altre due componenti, Messico e Uruguay: la prima è dal 1990 che costantemente accede agli ottavi di finale, l’Uruguay invece, due volte campione del mondo nei tempi che furono, è una squadra giovane allenata da Oscar Tabarez, vecchia conoscenza del calcio italiano. Equilibrato.
Gruppo B. Argentina netta favorita in questo gruppo dove a fargli compagnia ci saranno Grecia, Nigeria e Corea del Sud. La squadra di Maradona, anche se ha avuto un cammino turbolento in fase di qualificazione, è una formazione zeppa di fuoriclasse (Messi e Aguero, tanto per citarne due) e con un carattere che di solito, in competizioni come questa, tende a uscire fuori. Le altre: la Grecia, a parte il trionfo inaspettato nel campionato europeo 2004, ha sempre fallito nei grandi tornei uscendo ai primissimi turni nelle rare volte in cui è riuscita a qualificarsi. La Nigeria non è più quella che sorprese tutti a Usa 94, è vero, ma rappresenta tuttora la più seria candidata al passaggio al turno successivo. Infine La Corea del Sud, anche se è alla settima qualificazione di fila, non sembra affatto una squadra competitiva e le sue possibilità di approdare agli ottavi di finale sono scarse. Prevedibile
Gruppo C. Capello e la sua Inghilterra non possono certo lamentarsi con la sorte essendo stati inseriti in un gruppo dove ci sono USA, Algeria e Slovenia. I leoni di sua maestà dovrebbero ottenere piuttosto agevolmente il primo posto e conoscendo la caratura di “Don Fabio”, siamo sicuri che il cammino di questa nazionale non si fermerà di certo agli ottavi di finale. La lotta per il secondo posto appare invece piuttosto equilibrata. L’Algeria ha strappato la qualificazione con il cuore nell’arena di Khartoum e forse, proprio per questo motivo, una volta al via potrebbe rilevarsi una squadra in grado di vendere cara la pelle. La Slovenia è alla seconda presenza in un mondiale, ha un gioco divertente e una rosa formata da giocatori sparsi in tutta Europa: per il secondo posto potremmo addirittura sbilanciarci in un pronostico a suo favore. Gli USA sono una nazione calcisticamente in crescita e con un discreto gioco, ma poi basta pensare al fatto che chiamino il football con lo pseudonimo “soccer” per capire che forse non sono ancora maturati abbastanza. Interessante.
Gruppo D. E’ un bel girone che può dare senza dubbio uno spettacolo divertente nello svolgimento dei suoi incontri. C’è la Germania che, nonostante se ne dica ogni volta male, è sempre una squadra difficile da affrontare e in grado di spingersi fino agli ultimi turni del torneo. Poi l’urna ha pescato la Serbia, che potrebbe essere una sorpresa non solo del girone ma dell’intero mondiale, il Ghana, la squadra migliore tra le africane, e infine l’Australia, nazionale farcita di giocatori che militano in squadre europee e allenata dal giramondo Pim Veerbek, ex tecnico di Antille Olandesi e Corea del Sud. Incerto.
Gruppo E. Olanda, Giappone, Danimarca e Camerun. Gli “Orange” sono certamente la nazione più forte del raggruppamento, ma con un divario nei confronti delle altre tutt’altro che abissale. Il Camerun è una squadra imprevedibile sia per il gioco, sia soprattutto per le qualità atletiche che, se dovessero essere ottimali, potrebbero fare la differenza, e non di poco. La Danimarca è squadra quadrata e solida che darà tutto per strappare la qualificazione e che ha dalla sua un dato statistico non trascurabile: ogni volta che ha partecipato a un mondiale è sempre arrivata almeno agli ottavi. Infine il Giappone, che negli ultimi dieci anni non ha avuto un grosso ricambio generazionale regredendo per quanto riguarda individualità e livello tecnico. Malgrado ciò non ce la sentiamo di tagliarli fuori dal discorso qualificazione: possibile outsider. Avvincente
Gruppo F. Non bisogna vergognarsi, ma almeno ammettiamolo: siamo stati fortunati. L’Italia è stata inserita in uno dei gruppi meno ostici del mondiale. Oltre agli azzurri ci sono Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Tralasciando la Nuova Zelanda, una squadra che dovrebbe essere già appagata dal solo fatto di essere riuscita a qualificarsi, le altre due formazioni sono abbondantemente alla nostra portata. La Slovacchia è alla sua prima partecipazione e a parte l’estro di Hamsik e l’entusiasmo della debuttante non crediamo possa avere altre grandi qualità. Il Paraguay, invece, è il maggiore candidato insieme agli azzurri al passaggio del turno successivo. “E’ forte e molti suoi giocatori giocano nel nostro campionato”, ha affermato Marcello Lippi. C’è da crederci? Agevole
Gruppo G. Il Brasile crediamo che a questo giro avrà più di qualche difficoltà nel far ballare la “samba” ai suoi avversari. Il girone è equilibrato avendo, oltre alla Seleçao, Portogallo, Costa d’Avorio e Corea del Nord. Il Portogallo è da sempre la bella incompiuta, gioca bene ma non vince, questa volta Cristiano Ronaldo e soci c’è da scommettere che ce la metteranno tutta per far cambiare la tendenza. La Costa d’Avorio è una squadra dalla potenza devastante e se oltre il fiato e le gambe riuscisse pure a mettere un po’ di testa potremmo trovarci di fronte a una nazionale veramente pericolosa. La Corea del Nord è la più debole del gruppo, verissimo, ma è la classica squadra “anti-calcio”, che non fa giocare e con la tendenza a chiudersi. Duro.
Gruppo H. La Spagna questo girone può solo perderlo visto che a fargli compagnia ci saranno Cile, Svizzera e Honduras. Gli elvetici, allenati dal tedesco Ottmar Hitzfeld (uomo che ha una certa confidenza con la vittoria), cercheranno di non farsi soffiare il secondo posto da un Cile che ha chiuso sorprendentemente al secondo posto assoluto nel gruppo unico del raggruppamento sudamericano, mettendosi alle spalle squadre molto più blasonate come Paraguay e Argentina. L’Honduras torna a un mondiale dopo 28 anni, per capire la caratura della squadra forse non bisogna aggiungere altro. Semplice.
