0

“Scandalo casa”: Scajola si dimette

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Scoprire un giorno che la casa l’ha pagata qualcun altro.È diventato il tormentone di tutti, almeno sulla Rete. E tutti, proprio come il ministro Scajola, almeno per quello che lui stesso ha dichiarato, tutti vorrebbero essere così fortunati da comprare casa e scoprire un bel giorno che qualcuno l’ha pagata per lui.

Inizia tutto il giorno in cui la Procura di Perugia decide di vederci chiaro sulle compravendite immobiliari che hanno interessato lo studio del notaio Gianluca Napoleone tra l’aprile del 2004 e il luglio del 2006. È proprio tra queste mura infatti che si sono svolte le operazioni che l’architetto Angelo Zampolini eseguiva per conto dell’imprenditore ritenuto al centro del giro sporco di appalti, Diego Anemone.

E dagli accertamenti fatti dalla guardia di Finanza ecco i risultati: l’appartamento sito in via del Fagutale 2 (vista colosseo!) dell’ormai ex ministro Claudio Scajola e non solo; quello di Lorenzo Balducci e del generale Francesco Pittorru; risultano essere stati comprati proprio tra le mura del losco notaio. E proprio come gli altri appartamenti comprati da suddetto notaio, sono stati pagati in parte con denaro consegnato da Zampolini e che secondo gli inquirenti proviene dalle provviste in nero di Anemone.

L’ex ministro si difende: “Ancora oggi sui principali quotidiani sono pubblicati ampi stralci di affermazioni che sarebbero state rese da persone sentite nel corso delle indagini preliminari”. Dichiarazioni al dire di Scajiola che “ogni giorno si arricchiscono di nuovi particolari anche contrastanti con quanto già pubblicato e riferite da soggetti ascoltati nell’indagine.

Ma il ministro viene subito smentito da due testimoni: “Il giorno del rogito portai gli assegni circolari direttamente al ministero dove si doveva stipulare l’atto – racconta l’architetto Angelo Zampolini -. Ricordo che erano presenti il ministro Claudio Scajiola, la due venditrici e il notaio. Consegnai i titoli direttamente al ministro”.

E allora, aspettando che la vicenda si concluda e lui venga scagionato il ministro per lo Sviluppo economico ha preferito rassegnare le dimissioni per poter difendere meglio la propria persona dalle accuse mosse nei suoi confronti.

“Quello del ministro Scajiola è stato un atto corretto – ha dichiarato Anna Finocchiaro (Pd) -. Era difficilmente sostenibile la sua posizione e credo abbia fatto bene a rassegnare le dimissioni”.

Ora si avrà il passaggio di consegna dello “scettro”. Con una poltrona del potere vuota c’è la gara alla sua conquista. Umberto Bossi sogna l’ascesa di Giancarlo Galan al ministero dello Sviluppo economico e il ritorno di un leghista al ministero dell’Agricoltura.

Ma Ignazio La Russa lo stronca: “Di sicuro abbiamo appena fatto un riequilibrio con la Lega, io penso che questi equilibri all’interno della coalizione siano già corretti”.

E allora chi potrebbe sostituire il ministro che vide la sua casa comprata da ignoti senza che lui ne fosse a conoscenza?

Tra i papabili ecco Paolo Romani, Guido Crosetto, Maurizio Lupi e Giampiero Cantoni.

Ma per avere un nome il Premier Silvio Berlusconi ha garantito non si dovrà aspettare molto.

E se la bufera che ha colpito i più alti ministri in carica mettendo ancora una volta a dura prova gli equilibri del Governo, ad oggi ancora scosso dalla crisi tra il Premier e il suo fedelissimo “segugio” Gianfranco Fini; anche la giunta fresca di nomina della nuova Governatrice del Lazio, Renata Polverini soffre degli scandali.

Tutta colpa di una lettera anonima giunta sulla scrivania dei pm che indagano sull’”affare casa” di Scajola e che ora vedrebbe coinvolta anche Fabiana Santini (segretaria dell’ex ministro e ora assessore regionale).

Stando alla lettera anche Santini avrebbe goduto di “agevolazioni” per acquistare il suo appartamento sito tra Vigna Clara e la Camilluccia.

Ma Santini in lacrime e disperata si difende: “Ci sono finita in mezzo anche io. Il fatto che io abbia lavorato per lui 13 anni non giustifica tanto accanimento”. E chiede una tregua.

Intanto si chiede alla governatrice della Regione Lazio di fare chiarezza su tutta la vicenda per poter smascherare eventualmente la Santini (se colpevole) o difenderla pubblicamente se risultasse invece innocente!

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*