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Sanremo: le note di un Festival

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Una polemica ne ha accompagnato l’arrivo  e un’altra ne segue la chiusura.

A una settimana dalla fine, la 60°esima edizione del Festival di Sanremo è ancora sulla bocca di tutti (e non è poco!). La vittoria di Valerio Scanu, con il brano “Per tutte le volte che”, è stata oscurata dalle proteste e dalle ombre precipitate sulla kermesse campionessa di ascolti, una finale con il 53.21% di share.

Dopo Marco Carta, per il secondo anno consecutivo l’armata degli Amici di Maria de Filippi porta a casa il leoncino sanremese.

Il podio non convince ne il pubblico in teatro ne a casa e suscita la clamorosa sommossa dell’orchestra. Se il vincitore camaleontico di X-Factor Marco Mengoni arrivato terzo con “Credimi ancora” ottiene il benestare della stampa e gli auguri delle teste coronate della canzone italiana (Mina, Celentano, Elisa, Giorgia), all’annuncio del discutibile trio formato da Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e il tenore Luca Canonici tra i finalisti scoppia il finimondo. La perfomance del principe di Ballando con le Stelle è contestata da fischi, urla e spartiti tirati sul palco.

I musicisti, che secondo il meccanismo del televoto rappresentavano il 50% del giudizio finale, vanificato dall’astensione di alcuni di loro per conflitto d’interesse, non hanno accettato l’eliminazione di Malika Ayane e di Simone Cristicchi. La Ayane con l’elegante “Ricomincio da qui” ha trionfato per la critica, aggiudicandosi il premio Mia Martini e il premio Sala stampa Radio-Tv per la categoria Artisti, facendo compagnia a Nina Zilli che ha vinto i due premi per la sezione Nuova Generazione.

Il dibattito poggia sull’idea che il televoto favorisce i personaggi già conosciuti dagli spettatori per il legame derivato dai talent show e su come il Festival sia divenuto un loro prolungamento televisivo. Senza negare, al contempo, l’interesse dimostrato dalla discografia per i “prodotti” usciti dagli stessi format. La conduttrice Antonella Clerici (“Avrei fatto vincere Cristicchi”) e l’entourage sanremese si sono sempre dichiarati soddisfatti della qualità delle canzoni ma non negano la sorpresa del risultato finale a cominciare dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, il quale afferma che: “Il televoto è contraddittorio. Il peso dell’orchestra era a difesa degli artisti”. Cala poi il sospetto dei voti comprati alimentato dalle inchieste satiriche di Striscia la notizia la quale grazie ad una spia di un call center, avrebbe scoperto Emanuele Filiberto che avrebbe incaricato di maggiorare i consensi popolari.

Sullo spettacolo canoro è calato il sipario ma ora comincia la vera gara:quella delle vendite e delle radio. Se le prime dieci posizioni su i-Tunes sono occupate dai singoli del Festival, la classifica è un po’ diversa: per gli album (usciti il 19 febbraio) al primo posto spicca Marco Mengoni con l’EP Re matto, seguito al volo da Malika Ayane con Grovigli, Noemi con l’LP Sulla mia pelle.

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