San Valentino:la vita di una rosa
Ciao! sono una Rosa qualità Red Ribbon e tra poco verrò da te acquistata, il fiorista mi confezionerà con un bel nastro, mi unirai un bigliettino dove esprimerai tutto l’amore per la tua innamorata, poi mi condurrai da Lei e mentre le augurerai Buon San Valentino, lei sarà immensamente felice, mi metterà in un vaso e tra qualche giorno appassirò e verrò gettata nell’immondizia.
Prima ti racconto la mia storia : provengo da molto lontano, sono nata in Kenya in una piantagione dove lavorano migliaia di persone. In particolare sono stata accudita da Wangari. Da quando arriva la mattina verso le 6 con un autobus che la porta da casa, non mi lascia fino alle 10 di sera. Si allontana solo per pranzare, ma solo per 30 minuti. Poi riprende il suo lavoro, anche se a volte non si sente molto bene, accusa vertigini, tremiti, nausea ed emicrania, d’altra parte la temperatura di 40° della serra e tutti quegli agenti chimici nebulizzati non rendono l’aria molto respirabile.
Wangari, però, deve continuare almeno fino a che il suo pancione non sarà visibile, perchè allora non verrà più retribuita, la sua famiglia non potrà contare più nemmeno su quei 40 euro mensili che li aiutano a sopravvivere. Wangari lavora e spera, spera che il bimbo che porta in grembo non abbia malformazioni come quei bambini nati da sue colleghe della serra, che hanno respirato la sua stessa aria. A pochi chilometri da me, ci sono però altre serre. Lì le rose ottengono un marchio, sono “fair trade” ovvero sono certificate dalla FLO l’organizzazione internazionale per i marchi del commercio equo e solidale.
Anche Wangari mi ha confessato che un giorno vorrebbe lavorare lì, il salario è di 68 euro al mese e dopo sei mesi puoi esser assunta, forse non si è costretti a subire molestie e violenze e ci sono perfino dei rappresentanti dei lavoratori ! Una volta cresciuta, sono stata colta, imballata e ho dovuto dire addio a Wangari. Sono stata portata all’aeroporto dove partono fino a 7 voli al giorno carichi di rose e fiori come me. Anche io sono stata caricata su un aereo, mentre ero in volo ho visto il lago Naivasha, con le cui acque venivo innaffiata alla serra. Purtroppo si sta prosciugando molto rapidamente proprio per le grandi quantità d’acqua che noi fiori richiediamo. Dopo ore di volo arriviamo in Olanda in una grande asta dove tonnellate di miei simili aspettano di esser inviati in tutta Europa. L’Europa importa annualmente 80.000 tonnellate di fiori africani come me ogni anno.I fiori di importazione in Europa producono un fatturato di 660 milioni di euro.
Sono stata, poi, portata in Italia e tu mi hai acquistato per la tua amata a 8 euro, preferendomi alle mie sorelle con marchio equo e solidale o a quelle italiane, forse per il costo leggermente più alto o per semplice disattenzione. Chi sa cosa ne pensa Wangari, con 8 euro cosa avrebbe potuto acquistare?
Per informazioni e approfondimenti: www.fioriediritti.org

grazie per la segnalazione davvero originale!