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Salviamo il difensore civico

Una figura comunale istituita in Italia con l’art. 8 della legge 142/90  del 1997. Per svolgere “un ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale o provinciale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

In concreto il difensore civico, anche detto ombudsman, interviene tutte le volte che: al cittadino venga negato l’accesso ad atti amministrativi; si riscontri la presenza di barriere architettoniche; gli autobus non rispettino gli orari (quando l’azienda del trasporto urbano sia controllata dal comune); le graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari non vengano rispettate; un’agevolazione tariffaria, cui si avrebbe diritto, tardi ad arrivare (es.borse di studio, contributi per libri di testo); l’assistenza domiciliare sia erogata irregolarmente. Un aiuto prezioso per il cittadino nei confronti della Pubblica Amministrazione, visto che il difensore civico può interpellare l’ufficio competente per una pratica e quest’ultimo è obbligato a dar una risposta entro 15 giorni. Al difensore civico, inoltre, non può esser opposto il segreto d’ufficio accedendo direttamente agli atti.Soprattutto il difensore civico deve comunque al cittadino una risposta, sia negativa che positiva.

Con la legge finanziaria del 2010 questa figura ha rischiato di esser soppressa. Il comma 186 dell’art 2 prevede infatti che in relazione alla riduzione dei contributi ordinari, i comuni debbano adottare misure per la soppressione del difensore civico. Grazie alla mobilitazione di numerosi a ssociazioni e difensore civici la norma non è entrata in vigore, essendo stato approvato un decreto legge del 13 gennaio che di fatto sospende i tagli previsti fino al 2011. Da quella data per tutti gli enti che debbano procedere al rinnovo del consiglio comunale sarà possibile la soppressione dell’ufficio del difensore civico. Proprio per salvare l’ombudsman nostrano è stata indetta una petizione popolare , ad opera della Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità ). La petizione, che si può sottoscrivere al seguente indirizzo: http://www.ledha.it/page.asp?menu1=4&menu2=39 , mira a far in modo che questi mesi di sospensione dei tagli non diventino una lenta agonia per questa importante funzione di tutela nei confronti delle P.A., ma possano esser il tempo necessarioal dialogo e all’ascolto delle varie istanze dei cittadini. L’iniziativa si propone di salvare almeno i difensori civici per le città di rango metropolitano.

Abbiamo rivolto alcune domande al Presidente di Ledha, il dottor Fulvio Santagostini.

Molti, non addetti ai lavori, obiettano: perché salvare il difensore civico dei comuni metropolitani quando esiste già il difensore civico provinciale ?
“E’ una obbiezione curiosa visto che le Province hanno pochissime competenze in materia socio assistenziale, materia invece di competenza dei comuni, inoltre il Difensore Civico è una figura prevista dagli Statuti Comunali che, in base alla riforma del capitolo V° della Costituzione, dovrebbero avere sovranità in questa materia. Inoltre, siccome l’attività della tutela dei cittadini degli uffici dei Difensori Civici è rivolta in larga parte a contenziosi con l’amministrazione di competenza, non si capisce come il Difensore Civico provinciale potrebbe intervenire su aspetti che riguardano un amministrazione non di sua competenza. Sottolineo poi, sempre in riferimento alla riforma del capitolo V° della Costituzione, che si parla di costituzione dei Comuni Metropolitani a scapito dell’esistenza dell’istituzione Provincia.”

Siamo in controtendenza rispetto al resto d’Europa?
“Chiaramente si, visto che la figura del Difensore Civico metropolitano si sta diffondendo ed acquisendo un importanza sempre più evidente quale strumento di tutela dei cittadini. Questo viene sottolineato anche dall’incondizionato appoggio che il Dr. Barbetta, Difensore Civico del Comune di Milano e Coordinatore della Conferenza dei Difensori Civici metropolitani, gia avuta da Rafael Ribò, presidente dell’Istituto Internazionale dell’Ombudsman (IOI), che incontrando il Presidente Napolitano ha posto la questione in essere riscontrando il vivo interesse del Presidente della Repubblica.”

Una reale riduzione di risorse non ci sarà perchè il personale di questi uffici è di ruolo quindi si avrà solo una nuova collocazione di questo personale, vero?
“Se è per questo non ci sarà neanche quel grosso risparmio che si ipotizza. La spesa per gli Uffici di difesa civica delle città di rango metropolitano (Milano, Roma, Napoli, Genova, Torino, Palermo, Firenze, Venezia, Bologna, Sassari, Trieste) – stima dati 2009 Totale: 3.750.000 Euro circa. Questo totale comprende l’indennità di funzione del difensore civico e le spese per il personale dei rispettivi uffici. Vi sono notevoli differenze tra le città più grandi e le medie che sconsigliano di indicare una media per ufficio. Si indica di seguito il dato relativo alla spesa media per abitante.Spesa media per abitante 0,44 Euro per anno (su totali 8.515.059 ab. – dati 2001). Deve peraltro sottolinearsi che il personale degli uffici di difesa civica è per la gran parte personale di ruolo. Il taglio della funzione dunque non produce automaticamente una riduzione della spesa. Certa invece sarà la riduzione delle risorse al servizio della tutela dei cittadini.”

Quali casi tipo, proprio di tutela dei disabili presso il difensore civico , si possono citare?
“Per quanto riguarda Milano, la più eclatante è la presentazione come parte civile del Difensore Civico nei confronti della causa rivolta a Google per la messa in rete di un video dove dei ragazzi prendevano in giro e maltrattavano un loro compagno con sindrome di Down. Ma molti sono gli interventi nei confronti di situazioni che riguardano le barriere architettoniche o disservizi del sistema socio assistenziale. Da notare, inoltre, che con la ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, effettuata dal nostro parlamento il 24 febbraio 2009, sempre più la questione della tutela dei diritti delle persone con disabilità sarà all’ordine del giorno”.

La petizione Ledha mira a metter luce su questa “soppressione” , che rischia di passare totalmente in sordina?
“Sicuramente Si, ma non solo. Abbiamo l’obbiettivo, attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e, attraverso essa, delle istituzioni locali di riuscire a far crescere una massa critica nei confronti dei provvedimenti previsti dalla finanziaria fino ad riuscire a farli ritirare. Che il taglio dei difensori civici dei comuni sia equiparato ad un risparmio sulla politica è vergognoso, così come è vergognosa la mancanza di rispetto nei confronti dello Statuto delle autonomie, soprattutto in un periodo dove il Federalismo viene invocato da Tutti, ma praticato da pochi.”

Per informazioni: http://www.facebook.com/pages/Salviamo-il-Difensore-Civico-metropolitano/23921745194

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