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Salento: tradizione e nuove mode

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Viaggio nella terra della pizzica.

Se si percorrono le strade del  Salento durante il mese di agosto si possono udire antichi suoni che entrano sottopelle e che coinvolgono a tal punto da unire diverse generazioni, insieme in una danza forsennata che ha il suo culmine nella Notte della Taranta di Melpignano, in provincia di Lecce.

Un piccolo borgo di poche anime che per l’occasione accoglie nel piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani più di centomila persone che arrivano da tutta Italia per ascoltare i brani classici della musica popolare salentina, dopo aver seguito i concerti itineranti che inebriano il territorio durante l’estate.

Da Calimera a Zollino passando per Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto più i comuni di Cursi, Galatina ed Alessano, tutta la Grecia Salentina è percorsa da antichi suoni che richiamano all’ossessione della “pizzica”, la musica che scandiva l’antico rituale di cura dal morso immaginario della tarantola, il pericoloso ragno velenoso.

La tradizione vuole che per liberare la vittima, di solito una donna, si suonassero incessantemente i tamburelli a ritmo vorticoso finché non veniva sciolta dall’incantesimo. Al suono dei tamburelli si accompagnava un ballo ossessivo e ripetitivo, che contribuiva ad esaurire il veleno.

L’ossessione del ritmo nella musica e nella danza sopravvivono ancora oggi e ne sono interpreti alcuni tra i migliori musicisti salentini che, riuniti nell’Ensemble La Notte della Taranta, incontrano i più importanti nomi della musica internazionale, diretti dai maestri concertatori che negli anni si sono succeduti alla direzione di Melpignano.

Una notte lunga come il tempo, dunque,  che mescola suoni arcaici alla musicalità di gruppi italiani e stranieri contemporanei.

La quattordicesima edizione, quest’anno affidata alla direzione artistica del maestro Ludovico Einaudi, ha visto salire sul palco di Melpignano i Chieftains, ambasciatori della musica irlandese nel mondo, l’inglese Justin Adams , chitarrista blues di grande esperienza e Robert Plant , musicista di casta griot, tra le più originali voci del Gambia e virtuoso di nyanyeru, il tipico violino a una corda delle comunità Fulani dell’Africa occidentale, Joji Hirota, compositore e strumentista conosciuto in particolare come maestro di taiko, il tipico tamburo giapponese, accompagnato dal gruppo di percussionisti Taiko Drummers, il madrileno Diego El Cigala, uno dei maggiori esponenti del cante flamenco.

Ddopo il grande successo dello scorso anno salgono sul palco  il maliano Ballaké Sissoko, tra i più grandi interpreti della kora, e il polistrumentista e dj turco Mercan Dede insieme ai percussionisti Secret Tribe.

Non potevano mancare i salentini Sud Sound System, con il loro sound che fonde elettronica, dialetto e raggamuffin.

La Notte della Taranta è il più grande festival musicale dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali. Da anni è riuscita a ritagliarsi uno spazio oltre i confini della Puglia, e diverse sono le occasioni per poter ascoltare questi suoni travolgenti fuori dal loro territorio, non ultimo “La Puglia suona bene” una tre giorni  (8-9-10 settembre 2011) dedicata ai ritmi e ai suoni provenienti dal tacco d’Italia realizzata in collaborazione con Puglia Sounds.

La cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, adornata per l’occasione con un allestimento pensato ad hoc, con luminarie che richiamano le feste di paese, ospiterà il meglio della scena pugliese.

Per tre serate il pubblico sarà invitato a ballare e a partecipare a questa esplosione di suoni, luci e colori, lasciandosi coinvolgere dai suoni di Erica Mou, Radiodervish, Officina Zoe’ , Nidi d’Arac, Boom Da Bash, Salentini Generali – il progetto musicale di Andrea Mariano dei Negramaro.

Gran finale in Sala Santa Cecilia con il concerto di Caparezza, aperto dal giovane Antonello Papagni e K.I.D.

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