Russia uguale instabilità?
Putin vince le elezioni, ma con meno del 50% dei voti. Polemiche sui risultati
Diciamocela tutta, le risorse russe fanno comodo a molti, sia in ambito politico e diplomatico, sia per quanto riguarda i giacimenti di gas e petrolio. Argomenti che, fino a domenica scorsa, erano sotto la supervisione di Dimitri Medvedev, anzi, di Vladimir Putin, Primo Ministro di Mosca.
Naturalmente tutti sanno che l’attuale Presidente della Repubblica Federale Russa è stato per anni il delfino di Vladimir, ma forse non tutti si aspettavano che la sua fede per l’ex capo del KGB sarebbe stata così forte.
Tant’è che all’indomani delle elezioni politiche in Russia per il rinnovo della Duma, che hanno visto scendere sensibilmente il partito Russia Unita (fermo al 49,6% dei voti, contro il 64,7 della tornata precedente), lo stesso Medvedev ha fatto partire un’indagine contro presunti brogli elettorali.
Le irregolarità ipotizzate sono addirittura spaccate in due: da una parte migliaia di persone scese in piazza per contestare l’ennesima vittoria di Putin (che ha perso in un colpo solo il 20% dei consensi), dall’altra proteste per quel 19% raggiunto dal Partito Comunista, mai così in alto dallo scioglimento dell’URSS.
Su Corriere.it Franco Venturini ci ricorda che ai tempi della guerra fredda si preferiva una Russia forte rispetto a una Russia instabile, ed effettivamente, non c’è da star tranquilli pensando alle molte partnership borderline che Mosca intrattiene una volta con gli Stati Uniti, un’altra con la Cina e un’altra con l’Iran.
Lo scacchiere russo si muove e fa muovere le pedine attorno a un argomento prioritario (per loro e per il resto del mondo) come l’energia, nucleare o gas che sia. La geopolitica del Cremlino è utile all’Occidente, ai Paesi emergenti e a quelli “a rischio”: è grazie a queste risorse energetiche che i russi soddisfano, in un modo o nell’altro, assetti politici totalmente diversi tra loro (compreso quello italiano).
Gli Stati Uniti si sono detti preoccupati per il voto in Russia, tant’è che al summit Osce in Lituania il Segretario di Stato, Hillary Clinton, ha denunciato l’irregolarità delle elezioni legislative: “Nutriamo seri dubbi sulla tenuta di tali elezioni – ha detto la Clinton –. Ai partiti politici indipendenti, come il Parnas, è stato negato il diritto di registrarsi. E la relazione preliminare dell’Osce parla di tentativi di intervenire sulle urne, manipolare le liste elettorali e altre manovre preoccupanti”.
Anche Mikhail Gorbačëv è perplesso per l’esito del voto, chiedendo nuove elezioni: “I leader del Paese devono riconoscere che ci sono state numerose frodi e manipolazioni, e la comunicazione dei risultati non riflette la volontà degli elettori”, ha dichiarato l’ex capo dell’Unione Sovietica.
In ogni caso gli oltre 800 arresti e le proteste avvenute (dal vivo e sul web) a Mosca e in altre città, sono chiaramente un segnale di quell’instabilità che forse lo stesso Putin non si aspettava. E pensando alle prossime presidenziali del 4 marzo 2012, alle quali il Premier russo si è candidato, bisognerà capire quali tattiche saranno adottate per tutti i fronti aperti in questo momento.


