RU486: dalla morale alla politica
Le (im)posizioni nette dei neogovernatori del Piemonte, Roberto Cota, e del Veneto, Luca Zaia, appena eletti sul non utilizzo della pillola abortiva nelle due Regioni, poi il passo indietro pressato da gran parte del mondo politico, l’arrivo e l’uso della nuova procedura d’interruzione della gravidanza, lasciano un’unica certezza: la RU486 è legge.
La pillola abortiva RU486 dal 2005 è inserita nella lista dei farmaci dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che ha tracciato le linee guida. Ogni Paese di commercializzazione ha regole e scadenze precise di assunzione (entro la settima settimana). Scoperta (negli anni Settanta da un gruppo di chimici ed endocrinologi guidati da Etienne-Emile Baulieu e Edouard Sakiz) e autorizzata per prima in Francia (nel 1988, poi nel 1990 in Gran Bretagna e un anno dopo in Svezia) la RU486 è un’alternativa all’intervento chirurgico. Dal 1999 la pillola è ufficialmente commercializzata in Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia e Paesi Bassi, Svizzera, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Tunisia, Sudafrica, Taiwan, Nuova Zelanda e Federazione russa.
Tra il 2006 e il 2009 in Italia la diffusione è stata sperimentale: ne hanno fatto uso circa 1800 donne, di cui circa 200 solo in Puglia, in regime di day-hospital (mantenuto per il momento solo in Emilia Romagna), oggi sostituito nella maggioranza delle Regioni (Liguria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Lazio) dal protocollo ordinario (degenza ospedaliera di almeno tre giorni) per un trattamento in tre pillole. Se una sessantina di confezioni sono già state consegnate in Toscana, all’ospedale Sant’Anna di Torino (il primo a sperimentarla) la pillola non si è ancora vista, mentre un nuovo quantitativo è stato richiesto per altrettante strutture sperimentali pugliesi (il Policlinico di Bari e l’ospedale Vito Fazzi di Lecce) con il benestare del governatore rieletto, Nichi Vendola.
A Roma, intanto si è costituita una Commissione ministeriale, alla presenza del ministro della Salute Ferruccio Fazio e del sottosegretario Eugenia Roccella, che vigilerà sulla gestione della pillola abortiva in Italia ed elaborerà procedure comuni a tutto il territorio nazionale. Lo stesso ministro Fazio, sul marasma delle dichiarazioni, ha invitato ad attenersi alle indicazioni del Consiglio superiore di sanità nel rispetto della legge 194.
Nonostante la forzatura del Carroccio in seno a una pericolosa spaccatura della società e il plauso del Vaticano, l’unanime senso di responsabilità e prudenza è prevalso nell’ambiente politico in convergenza a una più presente informazione a sostegno delle donne, dirette voci protagoniste degli effetti del provvedimento.
