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Ricordatevi di avere Pazienza

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Dal 1° dicembre la Ca’di Fra’ di Milano ospita la mostra di Andrea Pazienza.

Andrea Pazienza ha lasciato questo “porco mondo”  indubbiamente troppo presto, quando quel 16 giugno 1988, chi c’era già, si è svegliato che lui non c’era più – una morte le cui circostanze non sono mai state rese note ,e circondata, come spesso accade, dall’illazione (perché Andrea “Paz” Pazienza, con l’eroina aveva avuto a che fare, on ed off, ma pur sempre lì) di una fugace ma fatale ricaduta nelle braccia dell’ero.

(fonte immagine: Galleria Ca' Di Fra')

Ma non vi venga in mente di fare le solite equazioni sull’artista-tossico-artista in una specie di reazione a catena che va, poi, ad avvolgersi su se stessa in una spirale che non porta a niente.

Paz è stato uno di quelli che, di quegli anni di confine, ha lasciato una testimonianza grafica, raccolta e portata avanti nelle collaborazioni e nelle illustrazioni, raccontando i pensieri e le azioni di cervelli giovani, svelti, agli incroci di quello che stava succedendo. E tutto questo senza il bisogno di essere nato a Londra, per dire, o New York – perché quando uno nasce con il dono di una creatività sciolta, affamata, vorace e flessibile, oltreché flessuosa, si sa che la geografia non è che un dettaglio anagrafico del tutto trascurabile.

Paz non è stato il “papà” del tanto mostruoso quanto affascinante liceale Massimo Zanardi, anti-eroe per eccellenza delle sue storie ambientate nella Bologna del fermento contro-culturale (prima di questi anni un po’ annacquati), piuttosto il “cugino” che con lo sguardo acuto dell’inchiostro ne ha raccontato le nefandezze, con una lievità di tratto tale da renderle ancora più evidenti e incisive.

Si potrebbe andare avanti per giorni, a parlare di Paz, del suo lascito etc., ma i tempi stringono e lo spazio a disposizione non ce lo permette – ma non preoccupatevi: a darvi un’idea di chi fosse Paz e di quanto non fosse solo un semplice “fumettista”, vi darà una mano la mostra organizzata dalla Ca’ di Frà di Milano, in collaborazione con Little Nemo Gallery di Torino e che si intitola “Pazienza un Corno” (se fate uno sforzo di interpretazione, potreste  vedere molte cose dietro queste tre parole), che sarà inaugurata giovedì 1° dicembre alle 18.

Del resto, lo diceva anche lui, anche Paz, quando parlava del suo approccio al disegno: “Per fare il fumetto bisogna partire da un segno. Il segno è una metafora meravigliosa, è la prima cosa che mi viene in mente…noi siamo circondati da oggetti tangibili depositari di un segno o di una serie di segni, dallo studio di questa serie di segni nasce la matematica del segno e cioè il disegno. Ora questo modo di vedere le cose non determina il saper disegnare, determina il corpo, il corpo delle cose e soprattutto il corpo di artista. Ora, per me l’importante è non giocarmi un’ univocità che mi stancherebbe e che non conterrei  a facilità. Posso, invece, contenere una serie di segni diversi…ecco io mi applico allo studio di tutta questa serie di disegni… questo è l’Esercizio con la e  maiuscola…  questo comunque è un fenomeno legato indissolubilmente alla gioia, più gioia c’è, tanto meglio è; se non c’è la gioia il livello può scadere, ma allora si rientra nel regno della fatica e gioia e fatica non vanno d’accordo…”.

“Pazienza un Corno”, inaugurazione giovedì 1 dicembre ore 18, Ca’ di Fra’ (via Farini 2, Milano). Fino al 28 gennaio.

Orari galleria: lun-ven 10:00 – 13:00 /15:00 – 19:00

Sabato per appuntamento. Chiusura natalizia: 24 dicembre – 9 gennaio 2012.

Per saperne di più:

www.andreapazienza.it

www.cs.unibo.it/~amico/apaz/

www.cfapaz.org/

www.pazilfilm.it

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