Rai: c’era lo sport
Negli ultimi anni la tv di Stato ha proposto sempre meno dirette televisive.Questo a discapito di quanti non possiedono un decoder Sky. Dai diritti per i Mondiali di calcio alle Olimpiadi invernali di Vancouver, viale Mazzini toglie visibilità al calcio e non solo…
“Viva la Rai” recitava un vecchio slogan della principale tv italica, quando sui tre canali pubblici c’erano dirette su dirette di calcio, pallacanestro, ciclismo, Giochi Olimpici. Nell’ultima decade però, le trasmissioni sportive di commento e cronaca di questo o quell’evento, sulla Rai sono scemate sempre di più, anche a causa dell’avvento prepotente di Sky, la piattaforma satellitare del magnate australiano Rupert Murdoch, capace di proporre centinaia di ore di diretta all’anno di un notevole pacchetto di discipline, prima su tutte il calcio.
In realtà prima dell’arrivo dei suddetti canali, la pay per view sportiva esisteva grazie a Tele Più (proprietario Silvio Berlusconi) e Stream TV, acquistate successivamente dallo stesso Murdoch per fondare nel nostro Paese, Sky Italia. Calcio sul satellite e gli altri sport sull’analogico, divisi tra Raiuno, Raidue e Raitre. Dalle Olimpiadi estive e invernali al ciclismo, passando per basket, tennis, pallavolo, sci e motori, “mamma Rai” proponeva al pubblico della Penisola un’offerta ragguardevole di match.
Questo fino a 2-3 anni fa. Improvvisamente, la stessa tv di Stato ha instaurato un regime di diserzione nelle aste per acquistare i diritti degli sport di cui sopra, costringendo effettivamente un appassionato o un’appassionata, ad acquistare i vari pacchetti Sky per godersi il proprio sport preferito.
Che c’è di male penserà qualcuno? E’ il mercato della concorrenza, l’utente guarda (e paga) i canali che offrono i programmi migliori. Il nocciolo della questione è proprio questo, perché l’italiano che deve obbligatoriamente pagare il canone Rai per avere a disposizione una serie di programmi, anche sportivi, deve invece sopportarne l’assenza?
Veniamo ad alcuni esempi che non hanno bisogno di commento: si tratta di dare uno sguardo agli eventi sportivi persi dalla Rai negli ultimi anni: la Serie A di basket, il Sei Nazioni di rugby, i Mondiali di calcio (dove però le partite dell’Italia e i match più importanti sono stati rivenduti da Sky), la Coppa Davis di tennis, le prossime Olimpiadi estive di Londra 2012 e, passando proprio a quest’inverno, le Olimpiadi di Vancouver in corso di svolgimento in queste settimane.
Proprio i Giochi Olimpici canadesi sono stati investiti, a pochi giorni dall’inaugurazione, da polemiche partite dalla Rai contro la piattaforma Sky, rea secondo viale Mazzini di aver “concesso” troppe poche ore di diretta alla tv pubblica, 100, contro le oltre 450 di Sky Sport.
Eppure c’è stata un’asta per l’acquisizione dei diritti regolarmente vinta da Murdoch & co. La domanda sorge spontanea allora: perché la Rai non investe più sullo sport?
A voi la risposta.
