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Putin in crisi con la “sua” Russia

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Più di 100mila persone scese in piazza per vere elezioni

Forse, anzi, probabilmente, Vladimir Putin il prossimo marzo tornerà a essere il Presidente della Repubblica Federale Russa e prenderà il posto del suo delfino, Dimitri Medvedev.

É certo però che le centinaia di migliaia di persone scese in piazza in tutta la Russia in questo secondo weekend di dicembre qualche pulce nell’orecchio a Putin l’avranno fatta venire. Naturalmente a cominciare dalle elezioni che si sono tenute la scorsa settimana, con la vittoria di Russia Unita con il 49,3 % dei voti (dato ufficializzato ieri), ben 20 punti in meno rispetto alla precedente tornata elettorale, così come vi avevamo raccontato all’indomani delle elezioni.

Dunque sabato 10 dicembre circa 100mila persone hanno protestato per le strade di Mosca e in almeno altre 40 città in tutta la Russia, contro la decisione della Commissione Elettorale Centrale di convalidare il voto, che secondo molti dovrebbe essere invece annullato, a causa di brogli.

I corteiautorizzati solo in alcuni casi – hanno un significato, dopo tanti anni di presidenza Putin-Medvedev: la popolazione vive in condizioni socio-economiche medio basse e le scelte “filodittatoriali” di Putin non hanno avuto l’effetto evidentemente voluto dal Cremlino in questi ultimi anni.

La contestazione del risultato delle elezioni legislative dunque potrebbe dare il “la” all’opposizione russa di provare quantomeno a scardinare il potere comunque ancora forte dell’ex capo del KGB. In questo contesto, come accaduto con le “primavere arabe”, i social network come Twitter e Facebook sembrano riuscire a convogliare quanta più gente possibile nelle strade.

Tant’è che è stata già annunciata una nuova manifestazione in tutto il Paese per il prossimo 24 dicembre, come sostiene uno dei leader delle proteste, Vladimir Rizhkov. L’ex deputato assicura che le manifestazioni, a partire da Mosca fino alle città al confine con la Cina, vedranno il doppio della partecipazione.

I dubbi sulla validità delle elezioni hanno anche alzato il tono dei rapporti tra Putin e i Paesi esteri, Stati Uniti in testa. L’attuale Premier ha fortemente criticato le dichiarazioni del Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, accusandola di istigare le proteste in piazza.

Dal capo della Commissione Elettorale Centrale, Vladimir Churov, arriva invece una secca smentita, raccolta in un’intervista rilasciata a Euronews: “Per quanto riguarda l’organizzazione delle elezioni, sono state organizzate bene, e il numero totale delle irregolarità delle quali siamo al corrente ammonta a meno dell’1 percento di tutti i seggi elettorali in Russia”.

Le proteste però continuano, web compreso, e non è detto che questo scorcio di fine anno per Putin sarà così tranquillo.

(fonte immagine: ilmessaggero.it)

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