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Problema rette nelle mense

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Alcuni effetti della crisi economica sono assai palesi come il calo dei consumi e il tasso di disoccupazione ma ci sono aspetti che vengono in rilievo solo con il tempo.

Qualche settimana fa i telegiornali rendevano pubblica la notizia che a Montecchio Maggiore, comune in provincia di Vicenza, alcuni bambini non avevano ricevuto, alla mensa scolastica, le stesse pietanze dei loro compagni di scuola ma solo un panino dato che i genitori non avevano pagato le rettedella mensa. La vicenza aveva sollevato uno sciame di polemiche e reazioni soprattutto per il fatto che la discriminazione era stata compiuta nei confronti di bambini assolutamente incolpevoli.

Da una parte il sindaco di Montecchio Maggiore, la leghista Milena Cecchetto rassicurava che i bambini non erano stati messi a pane e acqua ma avevano avuto un panino farcito e difendeva la decisione adducendo che i genitori non avevano neppure iscritto i figli al servizio mensa.

Dall’altra parte numerosi esponenti politici tra cui anche la Fiamma Tricolore hanno definito aberrante il fatto accaduto, la Federconsumatori ha dato mandato ai propri legali di presentare un esposto alla Procura della Repubblica affichè si verifichino eventuali responsabilità penali, il vescovo di Vicenza, monsignor Cesare Nosiglia, durante la celebrazione pasquale, tuonava : “ai ragazzi non va fatto mancare niente di ciò che è dato a tutti gli altri compagni e che li aiuta a crescere in un ambiente di persone che li amano”.

Il caso di Montecchio pare ormai risolto in quanto la Caritas Diocesana ha ripianato i debiti delle famiglie insolventi assicurando così un pasto degno anche ai bambini in questione.

Qualche giorno fa però un’altra amministrazione comunale, quella di Adro, ha deciso di “agire” nei confronti delle famiglie morose non solo differenziando i pasti ma addirittura vietando la permanenza a scuola dell’alunno/a nell’orario di mensa. Anche in questo caso la solidarietà si è mossa e le Acli si sono già offerte di assicurare il pagamento delle rette ai 40 bambini raggiunti da una specie di lettera “di sfratto” dalla mensa.

Il sindaco leghista del comune bresciano, Oscar Nencini, anche in questo caso difende il provvedimento registrando un calo di 7 mila euro di insoluto dall’annuncio dell’esclusione e ribadendo che quest’ultimo è espressione di un’istanza di alcune famiglie italiane che avrebbero chiesto la tolleranza zero. Si tratterebbe quindi non solo di far tornare i conti comunali.

In realtà un vero insegnamento lo hanno dato i compagni di scuola dei bambini discriminati di Montecchio, dividendo il loro pasto con gli amici meno fortunati.

Un altro modo di affrontare il problema dell’insolvenza delle rette è comunque possibile.

La Presidente della Fism di Reggio Emilia, Federazione Italiana delle Scuole materne, Mariannina Sciotti, ha di recente lanciato l’allarme per le rette insolute delle scuole cattoliche che stenterebbero a sopravvivere alla crisi. La Presidente in un’intervista alla Gazzetta di Reggio ha però specificato di aver chiesto ai genitori di continuare a portare i bambini a scuola perché non vengano penalizzati, e di esser intervenuta tempestivamente allorquando qualcuno abbia anche tentato di tenere i bambini a casa senza dire nulla.

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