0

Piccoli ed orgogliosi di esserlo

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Il 27 ottobre,  presso il Castello del Catajo a Battaglia Terme (Padova) si terrà il secondo convegno nazionale sulla cultura e la gestione dei piccoli musei.

Quando parliamo di realtà museale, la tendenza generale è quella di proiettare, nella nostra mente, l’immagine “canonica” del museo, ossia uno spazio ampio, ben conosciuto anche al di fuori dei confini nazionali, dove sono raccolte cospicue collezioni di opere d’arte o, a seconda della tipologia del museo, manufatti, reperti e via discorrendo.

Eppure, questi “grandi” musei, rappresentano solo una minima sezione nel panorama culturale italiano. Infatti esiste un “sottobosco”, chiamiamolo così, di musei di dimensioni ridotte o decisamente contenute, che però costituiscono, in un “chiasmo” interessante,  la parte più vasta della raccolta, conservazione e cura del patrimonio demo-etno-antropologico e culturale del Paese.

Abbiamo rivolto alcune domande al Dottor Giancarlo Dall’Ara, organizzatore e promotore del convegno che si terrà giovedì ventisette, dedicato proprio alla gestione e al tema dell’accoglienza nei piccoli musei, per riuscire ad entrare in questo universo spesso ignorato anche dalle istituzioni e non solo da parte del pubblico.

Dottor Dall’Ara, da cosa nasce il suo interesse per i piccoli musei?

“Ignorare i Musei è impossibile per quanti, come me, si occupano di sviluppo turistico dei territori e di marketing territoriale. Ovunque in Italia, i Musei fanno parte del lungo elenco di risorse che stentano a diventare “prodotti”, ad essere cioè non solo conosciute, ma anche visitate da un numero adeguato di persone. Così a forza di vedere musei sconosciuti, musei chiusi, musei frequentati da pochissime migliaia di persone, la maggior parte delle quali “studenti obbligati dagli insegnanti”, ho deciso di impegnarmi in prima persona e di cercare di stimolare una cultura gestionale specifica per i Piccoli Musei.”

In Italia si parla molto di valorizzazione museale, ma sembra che l’attenzione generale verso i piccoli musei, che però costituiscono la maggior parte dei luoghi deputati alla conservazione di gran parte degli artefatti relativi alla cultura nazionale, sia alquanto evanescente. Lei come spiega questo fenomeno?

“Nel nostro Paese la dimensione del piccolo è decisamente trascurata. Le norme si fanno per i “grandi”, per i piccoli al massimo si prevedono delle deroghe. Anche i corsi si fanno per andare a gestire grandi dimensioni, raramente per piccole attività. Così accade che i piccoli Musei non abbiano norme specifiche che li riguardino, e per loro non siano previsti profili professionali specifici, come se fare il direttore di un piccolo Museo sia lo stesso lavoro del direttore del MOMA di New York.”

E’ molto interessante il fatto che anche nell’apposito website, si rivendichi la “piccolezza” di alcuni musei. Secondo la sua visione, quanto e come la “dimensione ridotta” del museo può essere un elemento di attrattiva turistica?

“Se si esce dall’approccio “piccolo=grande mancato”, si scopre facilmente che i Piccoli Musei hanno molti vantaggi rispetto ai grandi (assieme naturalmente anche a diversi punti di debolezza). In primis il legame con il territorio, la possibilità di accogliere davvero i visitatori, la flessibilità gestionale e nelle proposte. Non si tratta di aspetti di poco conto. Per i visitatori frettolosi di oggi la visita di un grande museo rischia di essere proibitiva, ma proprio questo dato può essere un vantaggio cruciale per un piccolo museo che ne sia consapevole.”

Il 27 ottobre si terrà il Secondo Convegno Nazionale Piccoli Musei – Musei accoglienti. Quali sono gli obiettivi che si propone di presentare e sviluppare il convegno? E, nell’intervallo di tempo intercorso con il primo convegno, ha notato, a livello nazionale, cambiamenti sensibili nell’atteggiamento delle istituzioni e dei fruitori nei confronti del “piccolo museo”?

“In Italia i piccoli Musei sono tutto. Nel nostro Paese oltre il 90% dei musei è piccolo! Si tratta solo di pretendere dalle Istituzioni l’attenzione che spetta ad una maggioranza così ampia. E’ molto probabile però che per ottenere attenzione, visibilità, norme e magari anche incentivi i Piccoli debbano operare diversamente dal passato, essere cioè piccoli fino in fondo, e debbano fare più rete tra di loro di quanto non sia accaduto sinora. Cosa è accaduto dopo il primo Convegno Nazionale? Molto entusiasmo da parte dei partecipanti, alcune proposte organizzative, e l’idea di continuare la nostra sfida culturale.”

Dottor Dall’Ara, ci può fare tre esempi che, secondo lei, rappresentano una “eccellenza” nella gestione dei piccoli musei?

“Non voglio e non posso fare classifiche, mi limito a citare i primi musei che mi vengono in mente tra quelli che hanno caratteristiche di eccellenza gestionali, o di marketing, oltre al Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme: il museo dell’Arsenale di Amalfi, il Museo della Guerra di Rovereto, il Museo della civiltà Villanoviana di Castenaso (BO) e il museo del Bottone di Santarcangelo di Romagna.”

Appuntamento, dunque, al secondo convegno nazionale, tra l’altro aperto a tutti, per saperne di più di questa realtà culturale.

Per maggiori informazioni: www.piccolimusei.com

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*