Perle dell’Adriatico
Alla scoperta delle Isole Tremiti, arcipelago a poche miglia dal Gargano.
La leggenda narra che fu Diomede a creare le Isole Tremiti, in provincia di Foggia. Il valoroso eroe avrebbe creato prima il Subappennino dauno e il Gargano con due enormi blocchi di pietra provenienti dalla distrutta rocca di Pergamo, e poi essendogli rimasti in mano altri ciottoli, li avrebbe lanciati in mare formando l’arcipelago.
Natura incontaminata, acqua cristallina, fondali incantevoli caratterizzano le cinque “perle dell’Adriatico”, raggiungibili facilmente dalle principali località turistiche del Gargano e dal Molise. Aria pura, numerose grotte, calette tranquille e suggestive rocce, scogli e faraglioni dove poter nuotare in assoluto relax. E poi, dopo una lunga giornata trascorsa stesi al sole, una cena a base di pesce in uno dei numerosi ristoranti affacciati sul mare.
L’isola di San Domino è la più grande dell’arcipelago, ed è anche la più turistica. Chiamata “orto del Paradiso” per la presenza di un fitto bosco di pini d’Aleppo e per la spontaneità con cui nascono fiori di ogni colore, ha una costa frastagliata ricca di strapiombi, cale e grotte. Con piccole barche è possibile allontanarsi dalle zone più affollate e ammirare le formazioni rocciose che le onde con gli anni hanno modellato e reso spettacolari. Lo scoglio dell’Elefante, con la sua proboscide protesa verso il mare; i Pagliai, faraglioni a forma di piramide; i numerosi archi naturali.
San Nicola è il centro storico, amministrativo e religioso dell’arcipelago, considerato un museo a cielo aperto per la presenza di tracce di un antico e glorioso passato. Torri, fortificazioni imponenti, mura di cinta ricoprono tutta l’area; guardando la Fortezza si rivive la storia di una badia guerriera, sempre in lotta con i corsari saraceni e dalmati, per arrivare poi all’abbazia-fortezza benedettina di Santa Maria.
Cretaccio e Pianosa sono due isolotti inabitati in inverno, che in estate al massimo raggiungono i 350 abitanti. Cretaccio è un ammasso roccioso di colore giallo per la sua natura argillosa, che va scomparendo con gli anni per le incessanti corrosioni del vento e del mare; una profonda insenatura aperta verso nord lo spezza quasi in due tronconi. Pianosa è riserva naturale totale che riveste un’importanza strategica per la conservazione delle risorse marine. Numerose comunità ittiche qui trovano le condizioni adatte per alimentarsi e riprodursi, in uno dei pochi ambienti ancora incontaminati.
Caprara, anch’essa disabitata, è chiamata così per la presenza di abbondanti piante di capperi, ha un aspetto selvaggio ed è prevalentemente rocciosa. Qui si protende la sottile penisola di Punta Secca sul cui istmo sorge un faro a luce intermittente. Lungo la costa di roccia granitica dai colori più vari si incontrano gli “architielli”, piccoli archi scavati dal mare nella roccia calcarea.
Impedibile è un’escursione in barca per tuffarsi tra le suggestive grotte presenti tra un’isola e l’altra. La Grotta delle Viole dove le prime ore del mattino la roccia assume dei tratti violacei; la Grotta del Sale dove veniva nascosto il sale di contrabbando; la Grotta del Bue marino, antico rifugio della foca monaca, dove la luce del sole che attraversa le acque basse della cavità, tinge di azzurro anche le sue pareti.
Questa grotta si trova ai piedi della Ripa dei Falconi, falesia dove nidificano le Diomedee, rari uccelli di mare che sarebbero l’incarnazione dei guerrieri di Diomede, sepolto qui al ritorno dalla guerra di Troia. Il loro canto notturno simile ad un lamento, è il pianto dei soldati per il loro eroe perduto. Vi ritroverete lungo un filo sottile tra storia e leggenda.
