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Pareri nucleari

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La prima centrale nucleare italiana nascerà tra tre anni. Berlusconi assicura che i lavori per la prima centrale nucleare in Italia inizieranno entro tre anni; l’Italia dei valori ha iniziato la raccolta firme per un referendum.

A fine Aprile, durante l’incontro con Putin ad Arcore, Berlusconi dichiarava “Prima di individuare un luogo in cui realizzare una centrale nucleare bisogna che cambi l’opinione pubblica italianaDobbiamo fare una vasta opera di convincimento guardando alla situazione francese: in Francia le comunità locali scendono in campo per avere le centrali in casa loro perché hanno ormai raggiunto una consapevolezza della non pericolosità degli impianti, che portano anche tanto lavoro“.

Il premier già ipotizzava una pubblicità Rai per sensibilizzare i cittadini: “Ne ho parlato con esponenti della nostra tv di Stato, stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei francesi che vivono vicino le centrali e trasmetterle in Italia. E’ un lavoro che durerà più di un anno, ma è necessario“.

Qualche giorno dopo Antonio Di Pietro a Pescara ha iniziato a raccogliere firme per un referendum contro il nucleare e racconta ai microfoni: “In Abruzzo hanno già deciso che la centrale nucleare la fanno, cosi’ come nel vicino Molise“. Secondo il politico la centrale nucleare potrebbe essere costruita nella regione Abruzzo a Casalbordino o a Teramo e in Molise nella città di Termoli.

Il Capogruppo dell’IdV in Consiglio regionale d’Abruzzo, Carlo Costantini, ha aggiunto: ”Nelle sole giornate di sabato primo maggio e lunedi’ 3 maggio l’Italia dei Valori Abruzzo ha raccolto migliaia di firme per i referendum contro il legittimo impedimento, la privatizzazione dell’acqua ed il nucleare. I cittadini stanno ribadendo la loro scelta: no al nucleare…Il Governo nazionale irresponsabilmente vuole insediare 11 centrali nucleari nel Paese, una probabilmente anche in Abruzzo, mettendo a rischio la salute dei cittadini e compromettendo gravemente il territorio e l’ambiente”.

Il quesito dell’IdV sul nucleare colpisce soprattutto la legge 99/2009 (legge varata nel luglio 2009 che rilancia il nucleare in Italia), contro la quale è stato presentato un ricorso per cui dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale entro giugno: undici regioni sostengono infatti che il provvedimento di delega al governo in materia nucleare non rispetti il Titolo V della Costituzione sulle competenze regionali in merito alla produzione di energia e al governo del territorio.

Infatti, l’8 novembre 1987 gli Italiani si espressero chiaramente su tre quesiti referendari riguardanti il nucleare: il primo chiedeva fosse abolito l’intervento dello Stato nel momento in cui un Comune non dovesse concedere un sito per l’apertura di una centrale nucleare; il secondo chiedeva l’abrogazione dei contributi statali per gli enti locali per l’esistenza sui loro territori di centrali nucleari; l’ultimo richiedeva l’abrogazione della possibilità per Enel di partecipare alla realizzazione all’estero di centrali nucleari.

I votanti furono il 65,1%, i Sì” vinsero con circa l’80% dei voti con un’altissima percentuale di schede nulle o bianche che andarono dal 12,4% al 13,4%.

Alcune associazioni ambientaliste come Legambiente, Greenpeace e Wwf Italia temono che, qualora si andasse a referendum, il quorum non verrà raggiunto.

Nell’attesa che siano comunicate ufficialmente le zone ospitanti le future centrali nucleari, resta da chiedersi quanto conterà l’opinione della popolazione.

Per saperne di più:

http://www.asca.it/news-NUCLEARE__COSTANTINI_(IDV)__ABRUZZO_VOTERA__PER__NO__ALLE_CENTRALI-914447-ORA-.html

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/05/03/visualizza_new.html_1788377816.html

http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_24/scheda_referendum_nucleare_6865d61c-02b2-11de-adb7-00144f02aabc.shtml

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