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Onda viola

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Continuano gli scontri tra maggioranza ed opposizione, e all’interno della stessa maggioranza, sulla “legge bavaglio”.

Il ‘popolo viola’ non si ferma. Si tratta di quel popolo fatto non solo di giornalisti e ‘diretti interessati’ ma anche di gente comune, di giovani e meno giovani che hanno deciso di mobilitarsi in massa per dire il loro NO a quella che è stata definita una ‘legge bavaglio’, ossia il DDL sulle intercettazioni, in questi giorni al centro di grandi dubbi, polemiche e scontri.

Mentre per la maggioranza (seppure con qualche sonoro dissenso) questo DDL rappresenterebbe un modo per arginare eventuali usi scorretti delle intercettazioni , secondo l’opposizione ed il ‘popolo viola’, questo DDL è una ‘legge bavaglio’, una legge che, invece di coadiuvare gli organi di giustizia nella lotta al crimine, farebbe dormire sonni estremamente tranquilli a malavitosi, pedofili e corrotti, getterebbe al vento anni di lotta alla criminalità organizzata e annullerebbe, di fatto, il diritto di cronaca e la libertà di stampa.

Un DDL che ha portato scontri nella stessa maggioranza ed un’aspra polemica tra il presidente del Senato Schifani e quello della Camera, Fini che aveva espresso le sue perplessità ed aveva invitato il Parlamento ad una riflessione più approfondita.

Intanto, fuori, non si è perso tempo e il ‘popolo viola’ si è immediatamente organizzato, tramite internet e Facebook, svegliando la sonnolenta utenza dell’etere ed invitandola ad esprimere il proprio dissenso nei riguardi di una legge dal forte sapore ‘protezionista’, attraverso manifestazioni, raccolta firme, invio di foto ‘simboliche’ ove si esprimeva questo no, netto e deciso, sit-in e, addirittura, flash mobs, uno dei quali programmato lungo le spiagge di parte della riviera romagnola, domenica 6 giugno.

E’ la libertà di sapere, di essere informati, di conoscere e di non cadere in garantismi che potrebbero rivelarsi pericolosi a muovere questo ‘popolo, un insieme di professionisti, addetti del settore dell’informazione che si mescola a ragazzi, studenti, insomma a quella larga, larghissima parte di popolazione che vede, in questo DDL un vero e proprio attentato alla libertà e al lavoro dei giornalisti e degli organi di informazione.

Per anni si è dibattuto sul tema caldo e molto caro al mondo politico delle intercettazioni, se fosse giusto o sbagliato pubblicare quanto intercettato, se l’intercettazione in sé fosse uno strumento valido del quale avvalersi in nome del diritto di cronaca e non solo. Per molto tempo, dunque, si è teoreticamente discusso sull’etica dell’intercettazione e sulle conseguenze dell’uso che di certe intercettazioni veniva fatto.

Ora, con il DDL presentato dal Governo, le cose sono cambiate e si è passati dalla teoria alla pratica; i lavori sono ancora in corso e certamente non saranno di breve durata.

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