Omofobia
E’ un giovane romano di 24 anni l’ennesima vittima dell’omofobia che da diverso tempo ha avuto una recrudescenza nella capitale ma anche nel resto del Paese.
Pestato a sangue, senza che qualcuno intervenisse per fermare quella scena indegna di un paese che si definisce civile e democratico; e quando poi, è stato soccorso dal suo compagno e da un amico, una volta raggiunto un bar, la vittima ed i suoi soccorrittori si sono visti negare dei fazzoletti, che avevano richiesto per cercare di tamponare il sangue che colava dalle ferite. E siamo di nuovo lì, a renderci conto che questi non sono atti degni di un paese che si definisce civile.
Stava tornando a casa dopo una serata al Coming Out, locale gay della capitale, nei pressi della “Gay Street”, quando, una volta nei pressi di via Cavour, è stato accerchiato ed aggreddito da un gruppo di ragazzi, che, oltre a coprirlo di ignobili insulti, si sono accaniti su di lui con feroce e assurda violenza.
Una violenza alimentata da un mostro di ignoranza ed intolleranza che si chiama omofobia, da una ingiustificabile paura del ‘diverso’ ( da chi, poi, come ci si chiedeva in un film italiano di pochi anni fa) che spinge a commettere atti così disumani da far rimanere senza parole, quasi.
E non è la prima volta che ci troviamo davanti ed episodi del genere; basti ricordare che proprio il locale Coming Out, qualche tempo fa, venne dato alle fiamme, in un vile atto intimidatorio e, ancora fresco nella memoria, è il ricordo dell’aggressione subita da parte di due giovani omosessuali, sempre a Roma, il 22 agosto del 2009, ad opera di Alessandro Sandrelli, soprannominato ‘Svastichella’ (soprannome omen) che si era sentito ‘offeso’ dalle effusioni che i due ragazzi si stavano scambiando, come se si trattasse di chissà che disdicevole spettacolo. Ed ancora altri casi vergognosi, spesso lasciati cadere nel vuoto.
Sdegno e solidarietà unanimi dal mondo politico, che ha condannato quest’ennesimo atto inclassificabile; appelli sono stati lanciati affinché i testimoni del pestaggio si facciano avanti e parlino, così da aiutare le forze dell’ordine ad arrestare i colpevoli. Imma Battaglia, presidente di Gay Project, ha chiesto un incontro con il sindaco della capitale, Alemanno e a tutte le associazioni GLBT di Roma affinché si faccia il punto della situazione e si intavoli un procedimento politico per fermare questi gravissimi atti di omofobia che, negli ultimi anni, stanno conoscendo una escalation inquietante.
Il giovane aggredito, che ha rischiato di perdere un occhio (oltre a ritrovarsi con varie lesioni), ha raccontato la sua esperienza, aggiungendo che preferirebbe sapere che nessuno abbia visto il pestaggio, piuttosto che venire a conoscenza della presenza di qualcuno che, però, per paura o, peggio ancora, per indifferenza, non si sia fatto avanti ed abbia almeno cercato di fermare gli aggressori.
Tutto questo ha riportato a galla la discussione creatasi intorno all’approvazione o meno, da parte del Parlamento, di una legge che sanzioni l’omofobia, che ha visto contrapporsi la posizione del sindaco Alemanno, contrario ad una legge contro l’omofobia perché ritenuta di matrice ideologica ma favorevole ad un’aggravante specifica per i reati di violenza, e quella di Fabrizio Marrazzo (presidente dell’Arcigay Roma), Mattia Cinquegrani (portavoce del Roma Pride) ed Imma Battaglia che, invece, hanno sottolineato come una legge che punisca severamente l’omofobia rappresenti un segnale forte contro questi episodi che iniziano a diffondersi in maniera sempre più strisciante in tutto il Paese.
