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Olimpiadi agrodolci per l’Italia

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Zero ori, un argento e tre bronzi: è questo il magro bilancio della squadra azzurra ad una settimana dall’ inizio dei giochi olimpici di Vancouver. Un edizione, la numero XXI dell’era moderna, che avrebbe dovuto stupire il mondo per efficienza e spettacolo e che invece ad una settimana dal via ha mostrato vistose carenze organizzative e struttrali.

La cattiva stella sotto la quale sono nati questi giochi olimpici si è manifestata già durante le prove dove lo sfortunato slittinita georgiano Kumaritashvili è deceduto dopo uno schianto sulle pareti di protezione a circa 150 km/orari. I disservizi sono poi aumentati nei vari campi di gara dove oltre alla scarsa neve ci sono stati problemi di trasporti e, sulle piste di pattinaggio, di scarsa consistenza di ghiaccio.

Tornando alla competizione agonistica, con un occhio di riguardo ai nostri colori e analizzando le varie gare possiamo dire  che i nostri cavalli di battaglia finora entrati in scena, hanno deluso o parzialmente deluso mentre ci sono state piacevoli sorprese in competzioni dove non eravamo molto accreditati per andare a medaglia. La sorpresa più bella dell’ olimpiade azzurra è rappresentata senz’altro da Alessandro Pittin, friulano di Tolmezzo che contro tutte le previsioni è riuscito a conquistare la medaglia di bronzo nella combinata nordica e si tratta della prima medaglia in assoluto in questa specialità, che conta pochissimi praticanti in Italia.

Dalle sorprese alle conferme: ciliegina sulla torta di una grande carriera è stata la medaglia di bronzo del sempreverde Armin Zoeggler che con una grande gara ha difesa con le unghie il bronzo dall’assalto del favorito russo Demtschenko e ha provato ad avvicinarsi alle medaglie più ambite ma il distacco accumulato nelle prime due manche dai due tedeschi Loch e Moller era incolmabile.

Buone soddisfazioni stanno arrivando anche dal fondo, da sempre miniera di medaglie per i nostri colori, dove il sempreterno Pietro Piller Cottrer ha conquistato uno splendido argento dopo una gara tatticamente perfetta, bruciato allo sprint solo dall’ ialo-svizzero Cologna. Un buon viatico per la 50 kilometri dove l’azzurro si presenta tra i favoriti. Se nel il fondo azzurro ride,  il pattinaggio di velocità piange per i nostri colori. Il campione olimpico in carica Enrico Fabris non è riuscito a ripetere la grande prova di Torino 2006 e su una pista difficile per il ghiaccio morbido non è riuscito ad andare oltre il settimo posto finale. Ora per il campione vicentino dopo la delusione dei cinquemila, spera nei diecimila e sulla staffetta.

La nota più lieta per la squadra di pattinaggio di velocità finora è il bronzo di Arianna Fontana nei 500 metri, bella conferma della pattinatrice valtellinese dopo il bronzo nella staffetta a Torino ad appena quindici anni. Grandi delusioni sono arrivate fino ad ora dalla disciplina regina degli sport invernali cioè lo sci alpino. Nelle uniche gare fin qui disputate ossia le due discese libere maschile e femminile i nostri atleti non sono mai stati in grado di lottare per le posizioni che contano e i protagonisti annunciati non hanno tradito le attese come lo svizzero Defago, il norvegese Svindal e lo statunitense Bode Miller.

Non ha tradito le attese neanche la statunitense Lindsay Vonn, la vera star di questi giochi non solo per le sue prestazioni agonistiche che si è aggiudicata la libera donne davanti all’altra statunitense Julia Mancuso ma non si è riuscita a ripetere in combinata a causa di un’inforcata a poche porte dalla seconda medaglia d’oro. Alla metà esatta di questi giochi i grandi protagonisti non stanno deludendo le attese ma alle loro spalle c’è una classe di giovani che si stà facendo sempre più spazio a suon di risultati e belle prestazioni.

La spedizione azzurra ha ancora molte frecce nel proprio arco come Carolina Kostner che cercherà di cancellare la delusone di Torino, le squadre azzurre di fondo che nelle ultime olimpiadi ci hanno sempre regalato grandi soddisfazioni e Max Blardone e Giuliano Razzoli che cercheranno nel gigante e nello slalom speciale di ripetere le buone prove della coppa del mondo. A noi non resta che accomodarci in poltrona e goderci lo spettacolo.

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