0

Olimpiadi 2020: Roma vs Venezia

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

Entro due mesi il CONI deciderà quale, tra la Capitale e la Serenissima, sarà la candidata italiana a ospitare tra 10 anni la XXXII edizione dei Giochi Olimpici. La battaglia è già cominciata, ma il buon senso sembra già essere terminato.Da qualsiasi punto la si voglia vedere, la situazione non è delle più rosee. Partiamo però da un dato oggettivamente valido: la candidatura di due città italiane per le prossime Olimpiadi del 2020 è un’ottima occasione di visibilità per l’Italia, troppo spesso bistrattata negli ultimi anni, non solo a livello sportivo. Stop.

Il motivo di cui sopra è finora l’unico positivo della querelle che sta tenendo banco al Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Per il presidente Gianni Petrucci saranno mesi (o anni?) difficili, nei quali gli interessi sportivi avranno non molto a che fare con l’eventuale organizzazione dei Giochi.

Basti pensare alle polemiche in campo politico sollevate per la “sfida” tra Roma e Venezia, piuttosto che tra la Capitale che ha già ospitato le Olimpiadi nel 1960 (ben 50 anni fa) e il potere economico del Nord-Est, con il fascino della laguna che farebbe da sfondo. Senza fare favoritismi verso l’una o l’altra possibile direzione, le città dei sindaci Gianni Alemanno e Massimo Cacciari, hanno rispettivamente una, forti “pro” e la seconda, forti “contro”.

Partiamo dalla Città Eterna: Roma in caso di successo finale anche contro le altre candidate globali, avrebbe già l’80% degli impianti pronti, mentre vedrebbe finalmente luce la cittadella dello sport di Tor Vergata, con i lavori bloccati dai tempi della vittoria per i Mondiali di nuoto del 2009. E ancora, Foro Italico, Acqua Acetosa, stadi Olimpico eFlaminio, la Fiera di Roma, il mare a Ostia e il villaggio Olimpico posizionato a Tor di Quinto. Insomma un naturale habitat per lo sport, coadiuvato dall’eventuale spesa anche per un parco fluviale comprendente 12 chilometri di collegamenti alternativi.

Laguna e dintorni. E’ l’originalità, l’aspetto sul quale il comitato promotore di Venezia 2020 punterà per accaparrarsi almeno la possibilità di sfidare le altre contendenti. L’obiettivo è di rendere tutta la parte sud-occidentale del Veneto, una zona ad ampio raggio sportivo, con il Quadrante, l’Anello e l’Area Olimpica che complessivamente raggiungeranno anche le province di Padova e Treviso, per una edizione dei Giochi che sarebbe molto importante anche sotto l’aspetto umano ed ecologico degli eventi.

Rispetto a quello che è stato descritto su Roma e Venezia fino a questo momento, entrambe le città potrebbero ospitare comodamente le Olimpiadi. Sia perché l’avvento dopo 60 anni dei Giochi porterebbe un aumento dell’occupazione non indifferente, ma anche per un’eredità da non sottovalutare: la permanenza per il futuro degli impianti, sia nella Capitale che sulla laguna.

Ci sarebbero però conseguenze positive per lo sviluppo stesso dello sport, che in Italia stenta a accrescersi a livello giovanile se non in pochissimi sport, con quelli cosiddetti “minori” (tutte le discipline che non si chiamino calcio, calcetto, calciotto) annaspano nel mare del menefreghismo delle istituzioni sportive.

Una cosa è certa: le istituzioni dovranno fare di tutto per dare all’Italia la possibilità di tornare a ospitare le Olimpiadi estive. Sia Roma che Venezia hanno le potenzialità per ospitare i Giochi e sarebbe un peccato se le beghe del “palazzo” facessero passare la voglia al Comitato Olimpico Internazionale di farci prender parte all’evento sportivo più importante del mondo.

Post Scriptum: cari romani e cari veneziani, l’importante è partecipare.

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*