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Obama raccontato da Carlo Riccardi

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Le immagini dell’elezione del Presidente Usa in una mostra a Roma

Il 20 gennaio 2009  Barack Obama si apprestava ad iniziare il suo mandato come quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti.  A distanza di tre anni da quella data, che alcuni storici e critici hanno definito come l’inizio di una nuova era per la politica mondiale, un artista italiano ha deciso di ricordare quell’evento attraverso una serie di opere.

obama-carlo-riccardiParliamo di Carlo Riccardi, nato ad Olevano Romano nel lontano 1926 e conosciuto come il primo vero paparazzo della storia italiana, il primo ad immortalare le bellezze del mondo del cinema negli anni della Dolce Vita di Roma.

Oltre ad essere un rinomato fotografo, Riccardi è anche un celebre pittore, amante del colore e della creatività che spesso esprime su qualsiasi supporto gli sia disponibile e che usa senza troppe remore.

La mostra dal titolo “Obama – Il fotogiormalismo dipinto di Carlo Riccardi” è organizzata e curata dall’Istituto Quinta Dimensione e consta di 40 nuovissime opere esposte nell’atelier “Spazio 5” di via Crescenzio, in cui le pagine dei principali giornali nazionali ed internazionali, che celebrarono la vittoria alla Casa Bianca del democratico, sono il materiale usato da Riccardi.

“Il Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “La Stampa” ma anche “Time”, “The Herald Tribune”, “Financial Times” , “New York Times”, “Le Figaro” sono solo alcuni dei quotidiani mondiali le cui prime pagine sono state ritagliate e usate dall’autore come tela grezza per lasciare posto a colori caldi, simboli ricorrenti, forme geometriche e cornici imprecise  per la figura del “Yes, we can-Man”.

Pennellate impetuose e avvolgenti dunque, colori accesi e vibranti che non mancano di lasciare spazio alle immagini stampate di Obama, ritratto da solo o con la consorte Michelle, e ovviamente ai titoloni in grassetto che annunciano quello che chiaramente per Riccardi è il simbolo di una nuova era della politica.

Molto altro si potrebbe ancora dire su un’opera che nei tratti ricorda alcuni grandi autori surrealisti come Mirò e nell’uso del colore e nell’impeto della pennellata richiama alla memoria alcuni dipinti del simbolismo tedesco.

Così Carlo Riccardi realizza un perfetto connubio tra reportage fotografico di un evento storico e pittura, dando vita ad una serie di piccole tele che uniscono la realtà effettuale a tocchi di visionaria postmodernità.

La mostra è visitabile fino al 21 Febbraio.

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