Nonno vuol dire danno?
“Mamma papà sono incinta”, “O mio Dio è bellissimo, sarò un nonno modello”. Inizia cosi presumibilmente l’ epopea di piu’ di un progenitore, euforico e raggiante per il lieto evento in cantiere ma che, col passare del tempo di lieto, come compito, per lui avrà ben poco. Oltre ai noti benefici apportati allo spirito talvolta esso finisce, ben presto, con l’ assumere tratti addirittura drammatici con sfumature tendenti verso il catastrofico.
Nonni non si nasce, si diventa ma non lo si sceglie. Puo capitare dunque a tutti, inadatti o preparati, responsabili o totalmente inadeguati di diventarlo. Nella gestione di un figlio non proprio, specie quando i suoi atteggiamenti diventano molesti e soprattutto senza il supporto di un raggio totalmente libero d azione, l’ impresa immaginata facile durante tutta la dolce attesa, si scopre maledettamente ardua. Così nella peggiore delle ipotesi, si fa frequente per i piu’ impreparati e poco inclini al mestiere di finire col trascurare il forte potere educazionale in proprio possesso, in luogo di un relax istanteo. Far qualcosa pur di farlo smettere di piangere, finendo con l’ adottare scorciatoie troppo semplici, notoriamente costituisce errore ben grave.
Pianto il piu’ delle volte porta cibo, indipendentemente dall’ orario in cui si presenta. Nella maggior parte dei casi sottoforma di snack tanto efficaci allo scopo ma deleterie per il benessere fisico del destinatario e per nulla complementari con il concetto da trasmettergli sul rispetto delle regole. Un vero toccasana per entrambi, soprattutto per le orecchie del tutore al quale a tratti della giornata viene appioppata la “patata bollente”. Il bimbo questo lo sa e confortato dal piccolo sforzo necessario al raggiungimento del suo desiderio, come un pianto isterico e assordante, eccolo poi ripetersi nell’ esibizione in maniera sempre piu sistematica stipulando cosi una forma di accodo non scritto di reciproca convenienza con l anziano. Un concetto distorto del voler bene da parte del secondo, la strada migliore da seguire invece per volere il male del primo (leggere Freud e simili per garantirsi un idea più accurata sul potenziale distruttivo di un’ insana educazione in età infantile).
Un bimbo viziato lo rimane per prosieguo degli anni a venire. Comprare i suoi sentimenti pur di vederlo continuare sorridere non costituisce mai la base di un feeling rispettoso, solido e durevole nel tempo . I dati raccolti dopo un singolare studio inglese raccontano che se i piccoli passano molto tempo con i nonni, tra le altre cose, hanno il 34 % di probabilità in più di essere in sovrappeso rispetto invece a quelli che vanno all’asilo nido. Una ricerca che ha coinvolto 12mila bambini di 3 anni d’età dal Millennium Cohort Study, uno studio britannico focalizzato sulla salute dei bambini di età compresa tra i nove mesi e i tre anni, nati in Gran Bretagna tra il 2000 e il 2001.
“Il cibo, da sempre, è fonte di piacere e spesso sostituto dell’affetto mancante” assicura la Psicologa, dott. Paola Maria Taufer . In ogni caso la gestione in campo alimentare spetta ai genitori, perché anche questo aspetto fa parte delle funzioni educative genitoriali, a cui i nonni non possono sostituirsi. I nonni però possono trasformare i pasti dei nipoti in occasioni importanti di condivisione, ed è bene valorizzare il momento, dato che nel pasto sono sempre presenti una componente sociale e una affettiva. Nei bambini piccoli, il “dolce della nonna”, anche se non è squisito, assume un grande valore per il contenuto affettivo e per la gioia che rappresenta vederlo portare in tavola.
Se però il nipote vuole la merendina sarà altrettanto importante evitare di negargliela sempre: in questo modo potrebbe diventare quell’oggetto del desiderio proibito che alla lunga indirizza verso l’obesità. Serve capire che per i bambini è importante mangiare le stesse cose dei coetanei, perché in questo modo si sentono uguali agli altri componenti del gruppo. E’ invece importante non concedere dolcetti e snack solo perché il bambino è annoiato: questo sì è a rischio di obesità. In conclusione serve capire prima di tutto se sono i genitori a porsi in maniera sbagliata per quanto riguarda l’alimentazione: proibiscono sempre certi prodotti che il bambino vede consumare dai suoi amici? Al contrario, cedono sempre alle richieste in certe giornate o momenti della giornata, per esempio la sera, perché sono stanche i non vogliono discutere?
I bambini imparano subito come agire per ottenere qualcosa e replicheranno il comportamento con i nonni, i quali cercheranno, giustamente, di trasmettere anche attraverso i pasti e il momneto conviviale le radici storiche della famiglia, ma non potranno sempre ignorare le richieste di scaltri nipoti che attraverso i capricci e frasi del tipo “la mamma me la compra sempre la cioccolata”, giungeranno così allo scopo”.
Se a un certo punto della vostra esistenza dovesse venirvi incontro vostro figlio lacrimante sorprendendovi con una frase simile a quella riportata a inizio articolo, nessuna ansia, tutto e gestibile purche si impari a farlo. Arrivandoci da soli o con l ausilio di qualche manuale a tema pregno di indicazioni utili. A volte Nonno puo voler dire danno. E li poi son guai.
