“Non chattare con gli sconosciuti”
Brutti incontri e dipendenza tecnologica: anche un decalogo per navigare sicuri.
“Non parlare con gli sconosciuti” diventa “non chattare con gli sconosciuti”. Perché, se un tempo si usciva di più e si frequentavano maggiormente persone reali, oggi si preferisce usufruire delle comodità tecnologiche, quali internet e telefono. Tutto, stando comodamente seduti alla propria scrivania.
E qui troviamo un evidente paradosso: se da un canto le distanze si sono ridotte, avvantaggiando chi viaggia o chi abita lontano, dall’altro si sono accentuate, proprio perché chi “vive” in rete, tende quasi a non uscire più di casa.
Un genitore su due è in ansia quando i figli navigano sul web, quando escono virtualmente di casa, aprendo la porta su un mondo che, almeno per la metà, è sconosciuto e tutto ancora da scoprire.
Ed è di circa sei ore al giorno il tempo che un bambino, nella media delle statistiche, sta appiccicato al monitor di un pc o di un televisore.
Le principali preoccupazioni? Pornografia, pedofilia e brutti incontri. Il dato emerge da una ricerca commissionata dal Movimento italiano genitori.
Pericoli che sono sempre stati presenti nel nostro quotidiano, ma che ora, avendo a disposizione tecnologie sempre più all’avanguardia, sono ancora di più nelle “nostre case.”
Quali sono gli strumenti da adottare per prevenire queste problematiche? Molti software, per la protezione del pc, hanno diffuso anche un decalogo di consigli per navigare sicuri. Una serie di precauzioni di buon senso, forse non originali ma utili da ricordare. Il primo suggerimento della lista? Educare i nostri figli a non fornire mai informazioni riservate agli estranei. La versione aggiornata del più noto “non parlare con gli sconosciuti”.
Ma i problemi non sono solo questi. Il rischio maggiore è quello di una vera e propria “dipendenza tecnologica”.
Ovvero l’allontanamento dal mondo esterno, dalla realtà quotidiana, fatta di persone in carne ed ossa, invece che da semplici bit. La dipendenza vera e propria, per cui fare un viaggio con pc o tv in camera, diventa vitale. La difficile gestione delle relazioni nella realtà, meno “comoda” e più “esplicita” del mondo virtuale.
Il mondo virtuale offre la possibilità di “indossare” delle vere e proprie maschere di bit. Le comunicazioni rapide e immediate, la possibilità di assumere nickname, camuffati più o meno abilmente, rendono possibile dialogare su qualsiasi tipo di tematica, senza “esporsi” realmente.
Cosa che sarà capitata spesso a chi incontra dal vivo una persona conosciuta in rete, è trovarsi davanti una persona totalmente diversa da come si era immaginata.
È importante, quindi, cercare di limitare le ore passate in compagnia di oggetti tecnologici.
Da parte di un genitore, essere impositivi a volte aiuta ma, spesso e volentieri, l’effetto di obblighi e punizioni è di breve durata e, in certi casi, controproducente.
Meglio proporre delle alternative pratiche e divertenti: invitare degli amici e uscirci assieme, giocare all’aperto o praticare sport. Da questo punto di vista, la compagnia di un animale domestico, può oltremodo influenzare la non dipendenza dal computer.
Portare il proprio quattro zampe a fare una passeggiata o giocare col micio di casa potrebbero essere ottime distrazioni contro la tentazione di tastiera e mouse.
