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Niente libri siamo italiani

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Breve viaggio nel paese, il nostro, dove ormai non si legge quasi più.I dati forniti dall’AIE,  l’Associazione Italiana Editori, relativi allo stato della lettura in Italia nel 2009 lasciano un deciso amaro in bocca. Interpretando i risultati dell’indagine svolta dall’ Istat, malgrado si noti un (pur misero) incremento dell’1% dei lettori complessivi sul nostro territorio rispetto agli anni 2007 e 2008 e che raggiungono, dunque, quota 25 milioni, salta agli occhi lo sconfortante disinteresse che la popolazione del quasi ex Bel Paese dimostra nei confronti di quei begli oggetti più o meno rettangolari, fatti di pagine e lettere, che rispondono al nome di libri e che, in un paese come il nostro, dovrebbero ricoprire un posto di rilievo nella vita di ogni cittadino.

Ed invece…se nel 2006, l’Italia si collocava al diciannovesimo posto tra i Paesi Europei per quanto riguarda la lettura, nel 2009 si è improvvisamente palesato lo spettro di un penultimo posto nella classifica – insomma, ci passano avanti tutti, tranne, forse (ed è giusto mettere un bel forse, visto lo stato delle cose) il Portogallo. Eppure…eppure il mercato dei libri sembra andare piuttosto bene; oltre 5 miliardi di euro di fatturato. In realtà, la contraddizione è apparente.

Si legge, sì, ma è solo una misera fetta di popolazione, il 38%, che si dedica, con costanza,  a quel nutrimento dell’anima che risponde al nome di lettura; e questo 38% ha più di 14 anni. I giovani, i giovanissimi, non leggono. Sembra che sia impossibile per loro staccare gli occhi da schermi, schermini, social networks e display di cellulari e piantarli su una bella pagina, mettendo in moto le sinapsi e la fantasia, quella “vera”, quella che richiede uno sforzo in più.

E’ pur vero che anche la geografia ha il suo peso, e che, al Nord e al Centro si legge più che al Sud; è pur vero che emergono dati sconfortanti riguardo la situazione di biblioteche, emeroteche e di tutte quelle istituzioni idealmente dispensatrici di lettura e, di conseguenza, cultura: o mancano, oppure tagliano le spese relative all’acquisto di libri.

A voler essere un po’ più obiettivi, dunque, non è sempre e solo colpa dei giovanissimi (coloro i quali si rifiutano categoricamente di leggere libri che non siano quelli obbligatori di scuola, e talvolta, nemmeno quelli, sono ragazzi tra i 6 ed i 17 anni, cioè circa 29 milioni e 400 mila cittadini italiani); diciamo che anche l’ambiente, quel che li circonda, non li aiuta granché.

Per ovviare a questa situazione della quale non andare affatto fieri, l’AIE ha dato vita al ‘Centro Per il Libro e la Lettura’, con l’obiettivo di portare gli italiani verso la lettura, con la speranza di un incremento del 50% per i prossimi dieci anni. L’AIE,a questo proposito, ha elaborato sette programmi pensati appositamente per rendere appetibile il concetto di lettura e di libro, con l’ambizione di organizzare un appuntamento annuale, idealmente a Torino, idealmente ad ottobre.

Intanto, segnate questa data sul calendario: 23 maggio, giorno ideale, secondo l’AIE per donare un libro a coloro i quali vogliamo bene. Un gesto davvero d’amore.

Per saperne di più:
www.aie.it

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