Nasce la Banca del Sud
Credito agevolato per le imprese. Tremonti: “Non sarà un carrozzone”.
Più credito a condizioni migliori per le piccole e medie imprese del Sud: questa è la scommessa più importante della “Banca del Sud”, un progetto di cui si parla da anni e che ricorda tanto la contestata Cassa del Mezzogiorno, creata da Alcide De Gasperi nel 1950 per cercare di diminuire il divario tra Nord e Sud – obiettivo che si può considerare fallito – e definitivamente sciolta nel 1992. La Cassa del Mezzogiorno è scolpita nella memoria collettiva per la quantità di finanziamenti pubblici pompati nelle casse delle imprese meridionali, molti delle quali erano nelle mani della criminalità organizzata che le controllava tramite prestanome, ma la Banca del Sud dovrebbe essere un istituto diverso. La novità principale consiste infatti nell’emissione di obbligazioni – già battezzati i Trem-bond – garantite dallo Stato per almeno due anni, con tassazione agevolata per i risparmiatori.
In pratica la Banca del Sud potrà emettere queste obbligazioni che porteranno al sud un duplice vantaggio: coloro che le sottoscriveranno pagheranno solo il 5 % di tasse sul maturato (e non il 12,5 % come per qualsiasi altra obbligazione); grazie a questi incentivi si dovrebbero trovare fondi sufficienti, a tassi agevolati, per costruire nuove infrastrutture nel meridione. Il vantaggio fiscale sarà concesso solo ai sottoscrittori e non a banche e imprese, a causa delle norme europee contrarie agli aiuti di Stato.
“Non si tratterà di un carrozzone pubblico” ha assicurato Tremonti, che poi ha aggiunto: “lo Stato entrerà in punta di piedi, con una partecipazione minoritaria, e sarà il promotore, ma la realizzazione sarà affidata a soggetti privati.” Gli istituti di credito cooperativo e le casse rurali saranno gli istituti più coinvolti nel progetto. L’obiettivo è quello di rilanciare l’occupazione e dare possibilità ai piccoli imprenditori di continuare ad avere il credito necessario.
Il modello a cui si è ispirato Tremonti è quello del Crédit Agricole, il gigante bancario del retail francese, nato nel 1894 per finanziare le piccole cooperative di agricoltori. A quel tempo, infatti, le banche non erano disposte a finanziare i piccoli agricoltori troppo esposti alle condizioni climatiche e perciò a rischio d’insolvenza.
La Banca del Sud sarà una banca di secondo livello, cioè non avrà propri sportelli, ma sarà veicolata attraverso gli istituti partecipanti. Fondamentale, sotto questo punto di vista, il ruolo di Poste Italiane, ancora da definire. Infatti le Bcc, principali protagonisti della nuova banca, coprono, con i loro sportelli, solo il 9 % del territorio con 505 sportelli su un totale di 5.730 sportelli.
Il progetto sembra aver creato qualche piccola incomprensione tra il suo principale sostenitore, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e altri ministri, in particolare Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni, e Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente. Incomprensioni che saranno sicuramente risolte nei prossimi giorni. Intanto Berlusconi “ha eletto” Claudio Scajola, titolare del dicastero per lo Sviluppo Economico, alla guida del comitato del Mezzogiorno.

Banca del Sud !!!!???? Rosario Amico Roxas
Sulla Banca del Sud il ruolo dello Stato è quello del promotore – spiega Berlusconi – Non è un carrozzone pubblico, ma sono presenti anche privati.
(Il Messaggero 11.marzo 2010)
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Come no ?
Repubblica presidenziale con poteri senza limiti ad un incensurato,,, rimasto tale per essere riuscito a neutralizzare i processi a suo carico !
Si tratta dei medesimi privati che hanno goduto dello scudo fiscale, per cui non si saprà mai da dove provengono quei quattrini sanati e trasformati in vergini banconote.
Le tappe del malaffare, delle speculazioni sono chiarissime
1) Scudo fiscale,
2) Grandi opere,
3) Banca del Sud,
4) Privatizzazione dei beni primari (già iniziata con l’acqua),
5) Controllo della stampa (già in fase avanzata,
6) censura delle TV, già in fase avanzatissima,
7) uso di mezzi coercitivi e violenti (La Russa ministro della difesa basta per tutti !!!! e lo abbiamo visto e sentito !).
Tutto ciò darà una grande spinta al progetto P2ista di restringere almeno l’80% del patrimonio nazionale
in mano a non oltre il 15% della popolazione, composta di amici, amici degli amici, soci, compari e complici.
E’ il progetto di Gelli (applicato in Argentina) per tenere sotto costante ricatto l’intera nazione, attraverso il controllo minuzioso di ogni aspetto economico, sociale e, quindi, politico… altro che liberismo… questo è fascismo allo stato puro.