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Mandare salute e soldi in fumo

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La dipendenza dalle sigarette, i rischi ignorati e le industrie del tabacco.

La giuria di un tribunale della Florida ha condannato il produttore di sigarette Philip Morris a pagare oltre 300 milioni di dollari a una ex fumatrice di 61 anni, Cindy Naugle, costretta su una sedia a rotelle a causa di un enfisema polmonare. La giuria della Broward Circuit Court ha imposto il pagamento di 56,6 milioni di dollari per spese mediche passate e future alla società produttrice di tabacco, che fa parte della Altria Group Inc, e altri 244 milioni di dollari per danni materiali. La sentenza è tra le più onerose di casi simili dibattuti finora, ma la Philip Morris ha annunciato che farà ricorso contro un verdetto che contiene “numerose decisioni sbagliate”, come ha affermato il portavoce della società Murray Garnick.

Questo caso è l’ultimo di una lunga serie: a partire dagli anni ’90, l’industria del tabacco si è trovata al centro di numerosi processi che hanno messo sotto accusa le sue principali aziende per aver cercato di nascondere la reale pericolosità delle sigarette diffondendo pubblicità false e ingannevoli.

Ma, illusioni a parte, che il fumo facesse male lo sapevamo tutti. Ma quanto realmente nuoce alla salute?

Continuamente sentiamo questo slogan, ma domandando alla gente quali reali rischi corre un fumatore, si nota che ben pochi sanno rispondere.

Il fumo provoca gravi danni all’organismo. Una sigaretta non contiene soltanto la nicotina,alcaloide presente nelle piante del tabacco che crea dipendenza e causa un’azione vasocostrittrice assommata alle  proprietà irritanti e cancerogene di diversi prodotti pirolitici che si formano durante il processo di combustione ma molte altre sostanze, tra cui catrame e monossido di carbonio. Queste sostanze generate dalla combustione della sigaretta, provocano seri danni agli apparati respiratorio e vascolare (con ripercussioni cardiache, cerebrali, e circolazione arteriosa periferica), emoglobina, cavità orale e laringe, primo tratto delle vie digestive, placenta e feto, apparato urogenitale, pancreas.

Smettere di fumare è sicuramente un grande scoglio da superare.

Durante le crisi di astinenza si possono sviluppare cefalee, insonnia, vertigini e attacchi d’ansia.

In media, per smettere di fumare, sono richieste almeno 3 settimane. Poi il periodo può variare da individuo a individuo.

È chiaro che i vantaggi di smettere sono molti:

- Miglioramento della respirazione e riscoperta di sapori e profumi.
- Minore rischio di tumori, di infarto, di malattie respiratorie.
- Meno bronchiti ed altri disturbi respiratori per i propri figli; minore rischio di tumori, di infarto e di malattie respiratorie per i familiari sottoposti a fumo passivo.
- Maggior resistenza nelle attività fisiche e sportive.
- Miglioramento dell’aspetto personale: denti più bianchi, pelle più fresca ed alito più gradevole.
- Scomparsa di sintomatologie varie (tosse, mal di testa, nervosismo, …).
- Considerevole risparmio economico.
- Sparizione dell’odore del fumo (dall’alito, dai vestiti, dagli ambienti).

C’è un altro aspetto “confortante” che può aiutare chi vuole smettere di fumare nella difficile battaglia contro la dipendenza fisica e psicologica dalla sigaretta: chi riesce a dire no al fumo  diminuisce costantemente i rischi legati a queste patologie, tanto che dopo 10 anni è paragonabile a quello di chi non ha mai fumato.

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