L’uomo Karol
“L’uomo Karol”, “Un padre, un amico” . Due periodi all’apparenza sintatticamente e grammaticalmente molto semplici, ma in queste due frasi, come titola l’Avvenire di domenica Primo Maggio, c’è tutta la straordinaria figura di Giovanni Paolo II, il Papa di Tutti, un grande Padre affettivo, un amico fidato al quale confidare le difficoltà e i problemi.
Tre temi fondamentali che più volte si ritrovano nella storia di questo pontefice. Fin dal giorno della sua salita sul soglio di Pietro in quel lontano 11 ottobre 1978 con la famosa frase “Se non parlo bene italiano spero mi correggerete”, si era subito capito che l’umanità si trovava di fronte ad un personaggio totalmente nuovo.
Primo Papa non italiano dalla figura di Adriano VI del 1522, nato nella fredda Wadovice in una Polonia ancora oppressa dal giogo comunista, dove la libertà religiosa era tabù e la persecuzione governativa spietata, il nuovo Papa, eletto tra lo scetticismo di molti, subito riusci’ a farsi notare per il suo straordinario carisma e per la sua straordinaria volontà di diffondere la parola di Dio fra la gente e gli strati più bassi della popolazione, in qualche modo continuando l’opera di Papa Roncalli Giovanni XXIII, ultimo grande pontefice che seppe parlare alla gente con il loro stesso linguaggio e gli stessi modi di fare.
Wojtyla con grande umiltà è riuscito non solo a portare a termine la missione ma addirittura a sostituire nei cuori dei fedeli le gesta del “papa buono”. Un pontificato lungo, in un mondo in profondo cambiamento e disorientato dagli epocali fatti storici accaduti, un’ umanità in crisi, dove i valori dell’amore e della pace si scontravano inevitabilmente con l’egoismo e la violenza dei grandi regimi totalitari e degli interessi personali.
L’”aprite le porte a Cristo” e “Non abbiate paura” furono i due grandi capisaldi del suo pontificato e i suoi messaggi, in particolare, furono sempre rivolti ai giovani che spesso esortava a trovare nella fede di Cristo e nell’amore le risposte che non riuscivano a trovare in una società che troppe volte non riusciva a farsi carico dei loro problemi.
Il grande rapporto quasi paternale con i fedeli è visibile soprattutto in occasione dei continui viaggi effettuati durante tutto il suo pontificato. Nelle grandi adunate oceaniche che accompagnavano ogni suo viaggio oltre ad un affetto vero da parte della gente il Papa, da grande padre di famiglia, scherzava con i bambini e con i ragazzi e molti correvano ad abbracciarlo e a confidarsi con lui come se fosse un amico di sempre.
Un affetto popolare che non è mai venuto meno neanche negli ultimi anni, quando malato e ormai immobilizzato, faceva fatica anche a compiere i movimenti più semplici. Malattia che non gli impedi’ di portare a termine tutti gli impegni previsti per il Giubileo del 2000 e a partecipare alla grande giornata mondiale della gioventù nell’Agosto dello stesso anno nella spianata di Tor Vergata a Roma dove, alla presenza di due milioni di giovani provenienti da tutto il mondo, oltre a ribadire loro di non avere paura di professare la propria fede, ballò e cantò con loro fino a notte fonda.
Sono proprio tanti giovani e tante famiglie che in questi giorni hanno riempito Roma per la sua beatificazione, gente comune che quel 2 Aprile del 2005 ha perso oltre che un grande Papa anche un grande amico e un confidente della vita di tutti i giorni. Un affetto senza tempo e senza età che non è mai venuto meno dai fedeli neanche negli intensi giorni, che tutta Roma ricorda, precedenti e conseguenti alla sua morte dove la folla radunata sotto le finestre la sera del “suo ritorno alla casa di Dio” (e le lunghe file per rendere omaggio alla sua camera ardente con la folla che già lo acclamava come “Santo”), testimoniano appunto la grande influenza che ha avuto il suo messaggio nel cuore della gente.
La beatificazione di questi giorni è stata un’altra “puntata”, forse ancora più bella del passato perché più lontana nel tempo e dal tam tam mediatico che ha sempre accompagnato l’attività pastorale del pontefice. Certo questo grande evento che ha portato a Roma più di un milione di pellegrini è stato è stato enfatizzato dai grandi mass media, ma girando per Piazza San Pietro e per Via della Conciliazione e parlando con i fedeli, si respirava quell’affetto vero testimoniato da molte immagini del Papa e da curiosi aneddoti capitati durante il suo pontificato.
Un pontificato tra i più lunghi nella storia e uno dei più intensi dal punto di vista emotivo. La Chiesa grazie a questo Papa si è avvicinata ai giovani e alle famiglie che hanno trovato in essa un punto di appoggio e di conforto dai problemi reali. La lezione di Giovanni Paolo II continua tuttora e Papa Benedetto XVI, anche se in modo diverso continua a portare avanti il suo messaggio, un messaggio bello e impegnativo promosso con il cuore dal “Papa di tutti”, come titolato da Il Messaggero il giorno della sua morte.
(fonte immagine: parrocchiasanbonaventura.it)
