L’uomo impaurito dall’altro sesso
Tanti ragazzi tra i 20 e i 25 anni sono ancora vergini.
Ma siamo veramente sicuri che il maschio italiano sia ancora da classificare al primo posto nella classifica degli esperti di sesso in assoluto? C’è chi sostiene di sì, anche se a osservare certi dati questo presunto primato sembra ormai sul viale del tramonto, diciamo come una sedia la cui prima gamba mostra già le crepe antecedenti all’ormai prossimo cedimento. Tanti maschietti neoadulti e contemporanei sono tornati ad affrontare il tema con distacco, ne hanno paura e ancora osservano il genere femminile così come un cucciolo ritira impaurito la zampa al primo contatto con l’acqua.
Un sondaggio dell’ Gfk Eurisko rivela un po’ sorprendendo la platea che ben il 15 per cento degli ometti tra i 20 e 25 anni è ancora vergine. C’è qualcosa di male? Per carità no, però questi protestanti del atto amatorio, essere viventi degli anni 2000, attirano l’attenzione, soprattutto perché si muovono nell’era dei Social Network, degli orari meno rigidi, della maggior libertà d’azione e locomozione, con un’ opinione pubblica ormai abituata all’abbassamento dell’ età del primo rapporto sessuale. In più vedono e sentono parlare di sesso un po’ dappertutto, segno che oggigiorno l’argomento ha perso quel velo di mistero sovrastato da un’aura indemoniata che capeggiava sulle immagini osè di trenta-quarant’anni fa. Destano curiosità tanto che al Grande Fratello li pagano per partecipare e farsi osservare come animali in razza di estinzione. In teoria, quindi, questi fattori l’età del primo contatto con le donne la dovrebbero abbassare rispetto al 1999, quando i disertori erano solo il 3 per cento, ma succede il contrario. Se una volta il non essersi ancora svezzato a un certo gradino della scala della vita era condizione vissuta da brufoloni, ciccioni e con gli occhiali a fondo di bottiglia, oggi è potenzialmente una condizione che potrebbe appartenere a chiunque.
Tutta colpa della falsa informazione che riguarda le centinaia di favole preistoriche con il mondo del sesso sullo sfondo. Diventare ciechi come conseguenza della masturbazione, peccare se si fa l’amore col preservativo, essere preso quasi in giro in età scolare quando si prova attrazione per una ragazzina, tutte queste leggende hanno creato dei tabù, che puntualmente si ripropongono in età adulta. In più ci sono i discorsi improvvisati goffamente pronunciati da genitori di colore rosso vergogna e colmi di imbarazzo, ma celanti finta sicurezza dettata dall’esperienza. Basti pensare che qualcuno porta pure i figli undicenni a vedere o a farsi iniziare dalle prostitute, poi magari si lamenta se questi dimostrano, balbettanti come infreddoliti di fronte a una femmina nuda, imbarazzo, insicurezza, paura e ansia da prestazione.
“Probabilmente l’aspetto culturale e sociale delle famiglie non è sufficientemente coinvolto nel sostegno a questo tema; ne si può dare la colpa ai genitori se essi stessi non sono stati aiutati nei momenti di bisogno, e andando indietro potremmo arrivare ad Adamo ed Eva – dice il sessuologo Francesco Tassiello, interpellato sull’argomento – questo tema è molto vecchio, come scrive il Professor Petruccelli, se già Sigmund Freud nel 1907 rispondeva alla sollecitazione del direttore di una rivista sociale che “la maggior parte delle risposte dei genitori fanno un’impressione così penosa che quasi preferirei che i genitori non si occupassero per nulla di queste spiegazioni; è soprattutto della scuola il compito di non eludere il riferimento alla sessualità”. Purtroppo sono passati cento anni precisi e ancora oggi le scuole non sono attrezzate e abilitate, oltre che autorizzate, a fare ciò che l’insigne maestro auspicava”.
A tutti gli effetti si tratta di una nevrosi che nasce e si sviluppa nell’inconscio del bimbo prima e dell’adulto poi. “Come diceva W.Reich nel suo lavoro “La funzione dell’orgasmo” – continua il Dr. Tassiello – l’epidemia di massa delle nevrosi nasce in tre tappe fondamentali della vita umana: nella prima infanzia,a causa dell’effetto pesantemente negativo della severa e prematura educazione alla pulizia; nella pubertà a causa dell’effetto della proibizione della masturbazione ed infine nel matrimonio coatto, basato su una concezione rigorosamente moralistica”. Non solo colpe ai genitori però, ma anche l’altro sesso che al giorno d’oggi, rispetto a dieci anni fa, è cresciuto in maniera esponenziale, formando un considerevole gap con la controparte di pari età. Sono meno femminili, più resistenti al corteggiamento e più inclini a una vita da single: “Un evoluzione a tutto campo – conclude il Dr. Tassiello – nell’erudizione, nelle capacità intellettive e nello specifico campo del sesso, che va a tutto svantaggio degli uomini, ormai sempre più spesso intimiditi dalle donne”.