Lu.Be.C., tecnologia e cultura
Dal 20 al 22 ottobre Lucca ospita una full immersion sul tema della tecnologia a servizio dei beni culturali.
Si preannuncia come vivace e densa di appuntamenti importanti la settima edizione del Lu.Be.C. (Lucca Beni Culturali), la manifestazione che si tiene nella città toscana e che ha come obiettivo principale il delicato, e spesso complesso, rapporto che intercorre tra i beni culturali e le nuove tecnologie.
Se si pensa, con una numerologia un po’ sbrigativa, che il numero sette, in molte e diverse culture, è associato ad alcuni tra gli aspetti positivi dell’essere e del cosmo, possiamo augurarci che questa edizione incentrata, per i centocinquant’anni dell’unità d’Italia, sulla relazione che lega i beni culturali all’identità nazionale in termini di contributo proattivo alla formazione di una coscienza nazionale che sia un propulsore per lo sviluppo del Paese stesso, contribuisca ad un benaugurante passo avanti nel mondo della cultura e, soprattutto, della sua fruizione e della sua capacità attrattiva.
Una vera e propria rassegna internazionale, quella del Lu.Be.C. (organizzata dalla Promo P.A. Fondazione) che si muove su più livelli, e che esplica, nelle parole del comunicato stampa, alcuni degli obiettivi e cioè permettere di ”visitare una città d’arte senza muovere un dito, restando semplicemente davanti al PC. Oppure fotografare un monumento con lo smartphone e riceverne in diretta le curiosità e le informazioni storiche possibili, come se avessimo una guida super preparata al nostro fianco. E poi sfogliare virtualmente manoscritti antichi, parlare d’arte attraverso i social networks, vedere in 3d reperti archeologici lontanissimi”.
Balza subito agli occhi l’ampiezza e la varietà dello spettro d’azione coperto dagli oltre 2.000 soggetti che saranno presenti, tra esperti di tecnologie, aziende, imprenditori, addetti alla cultura, ma anche artigiani e responsabili di musei.
Attraverso l’utilizzo delle tecnologie più nuove ad accattivanti, non solo si cerca di azzerare quelle distanze “fisiche” che spesso agiscono da deterrente quando si tratta di visitare siti culturali, o a eliminare la problematicità rappresentata dalla delicatezza fisica di certi reperti storici che, se maneggiati troppo e impropriamente, rischiano di andare perduti, ma anche, e soprattutto, di avvicinare “mentalmente” i più giovani all’universo cultura, attraverso medium più accattivanti che un semplice depliant informativo.
Si tratta anche, però, di allinearsi con il resto del mondo e dell’Europa, che, dal punto di vista delle tecnologie al servizio delle Arti, sono, manco a dirlo, già piuttosto avanti.
E quindi via con la creazione di applicazioni da scaricare sui vari tablet e smartphone che rendano immediato il reperimento di informazioni riguardanti quel quadro o quella scultura, di sistemi di “lettura” di documenti antichi, e, ancora, ologrammi che accompagnano i visitatori lungo il percorso museale.
Non manca certo l’inventiva, ma non si dimenticano certo le diverse e sempre nuove problematiche da affrontare e risolvere, affinché il nostro patrimonio storico, artistico e culturale sia giustamente conservato, restaurato, valorizzato e reso accessibile e,soprattutto, vivo e senza quel senso di polveroso che potrebbe renderlo così poco attraente.
Presenti, inoltre, anche “quattro grandi centri di ricerca scientifica e tecnologica italiana: CNR, ASI, IIT, ENEA” (fonte: comunicato stampa Lu.Be.C. 2011).
L’evento si svolgerà per i primi due giorni presso il Real Collegio, per poi spostarsi, il giorno di sabato 22, una delle giornate più importanti della manifestazione, al Teatro San Girolamo. Nello stesso giorno, avverranno una serie di aperture straordinarie di musei e luoghi culturali nel centro della città per il “Lucca aperta”.
Un occasione da non perdere assolutamente.
Per maggiori informazioni: www.lubec.it
