Lo Scudo Fiscale e i tanti cavilli
Continuano le polemiche e i conti di Tremonti per ora non tornano.
E’ partito il 15 Settembre lo Scudo Fiscale-ter (ter perché “terzo”, dopo i due precedenti del 2001 e del 2003). Terminerà il 15 Dicembre. Indignazione da parte dei cittadini e dell’opposizione. Non ha fatto assolutamente piacere a tutti coloro che pagano regolarmente le tasse e non possiedono, di conseguenza, capitali o beni all’estero. Il provvedimento infatti permette la regolarizzazione a coloro che fino al 31 dicembre 2008 detenevano capitali, attività finanziarie, immobili, etc.. all’estero e non hanno ancora dichiarato tali attività, finendo dunque a rischio verifica e accertamento fiscale. Condizione fondamentale per poter usufruire dello scudo è la residenza in Italia.
Molti i cavilli su cui si discute in questi giorni. Ad esempio sembra che la cittadinanza italiana possa esser richiesta anche dopo la regolarizzazione. La regolarizzazione può essere fisica o anche solo giuridica. Infatti la legge permette di riportare i capitali in Italia oppure lasciare i beni all’estero, dopo aver regolarizzato la propria posizione con il fisco. Il prezzo del salvataggio è il 5 per cento del valore emerso.
Per esempio un muratore (categoria che difficilmente rientra nella posizione in questione) va da un intermediario finanziario (banca, principalmente) e si accorda per riportare in Italia da un paradiso fiscale – Dubai, Isole Cayman, etc. - “un milione di euro” (la Svizzera è meglio non nominarla viste le recenti polemiche del ministro delle finanze elvetico sulla manovra “poco gradita”: quando si devono lasciare andare dei capitali, ai banchieri, non fa mai piacere). Il muratore chiederà alla sua banca a Dubai di trasferire il milione di euro all’istituto scelto in Italia.
L’istituto italiano nella massima segretezza, senza rivelare a nessuno il nominativo del proprio cliente, verserà il 5 per cento della somma (cioè 50mila euro) e il muratore terrà la dichiarazione di adesione allo scudo in cassaforte, così quando un giorno un controllo fiscale dovesse verificarsi su quel milione (e solo su quello, attenzione a questo passaggio), egli mostrerà il documento rilasciatogli dall’intermediario, con cui si è regolarizzato, e non subirà conseguenze. Lo stesso muratore può pagare lo stesso 5 per cento e lasciare il milione a Dubai. Però se il muratore avesse altre attività in qualche altro paese o per un valore maggiore del milione dichiarato, lo scudo non gli eviterebbe sanzioni o procedimenti al momento di un’eventuale verifica. Per questo il governo ha dichiarato che non si è trattato di un condono.
Secondo le stime del Governo stime questa operazione porterà un rientro di capitali in Italia di circa trecento miliardi di euro. Considerando il 5 per cento di questa cifra, nelle casse dello stato sarebbero dovuti entrare circa 15 miliardi di euro grazie allo scudo. Siamo quasi a metà del periodo disponibile e i maggiori istituti bancari, anche se cauti, hanno fatto intendere che si è abbastanza distanti da quelle cifre. Ma è ancora presto. Si vocifera di cento miliardi scarsi (quindi un’entrata per lo stato di circa 5 miliardi di euro). Non è presto, però, all’interno della maggioranza, per la spartizione della cifra che sarà recuperata.
Il Ministro dell’economia Tremonti in questi giorni sta subendo numerosi attacchi; per molto tempo ha negato fondi a larga parte dei suoi ministri per mancanza di disponibilità. La situazione contabile dello Stato era e rimane pessima, come tutti sanno. Ma lo scudo ha portato all’assalto della diligenza i ministri Fitto, Scajola, Prestigiacomo e Gelmini. Il ministro dell’ Istruzione è quasi certa di poter attuare le proprie riforme grazie alla priorità, dichiarata da Tremonti, per la scuola e la ricerca. Anche Berlusconi ha promesso in questi giorni la riduzione dell’Irap, per mandare un segnale positivo alla Confindustria, ma dopo le obiezioni di Tremonti sta già facendo marcia indietro. Però i fondi non ci sono e probabilmente saranno meno di quanto sperato. Il sottosegretario Gianni Letta sta cercando di riportare serenità dichiarando che la riduzione dell’Irap è in programma ma non sarà immediata.
Il paese è in difficoltà ed il governo in evidente confusione interna. Uno scudo forse servirebbe a Tremonti: per autodifesa.
Foto: www.ilpredellino.it

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