Lite in casa Mondadori
Botta e risposta tra i Berlusconi e Roberto Saviano.La diatriba fra il Premier , lo scrittore e la Presidente della Mondadori ha inizio il 16 aprile: nella sala stampa di Palazzo Chigi il Governo sta presentando le proprie azioni contro le criminalità organizzate.
Il Premier Silvio Berlusconi osserva che “la mafia italiana, non so in base a quale classifica, risulta la sesta nel mondo, ma in realtà è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle otto serie tv come “La piovra”, vista in 160 Paesi e anche dalla letteratura, come ad esempio “Gomorra”. Noi invece ci siamo posti come obiettivo quello di contrastarla”. Aggiunge anche “il nostro obiettivo entro la legislatura è quello di arrivare a zero latitanti”.
Il 17 aprile Roberto Saviano è già pronto a replicare. Va ricordato che con la Mondatori, casa editrice della famiglia Berlusconi e detenuta al 50.135% dalla Fininvest, l’autore ha pubblicato il famosissimo libro-denuncia sulla mafia “Gomorra” e venduto cinque milioni di copie in 43 pesi del mondo, oltre ad avere ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti nazionali e internazionali
Alcuni frammenti della Lettera aperta che Saviano ha scritto al premier/editore: “ I clan di tutte le mafie vogliono il silenzio” e “solo mostrando come stanno le cose si ha la possibilità di fare resistenza“, continua “Il premier mi vuole zittire ma sui clan non tacerò mai invece di accusare chi racconta avrebbe potuto dire che l’Italia è il paese con la migliore legislatura antimafia del mondo… Le chiedo solo di fermarsi un momento a riflettere su cosa le sue parole significano per quanti trovano la forza di raccontare e di esporsi, rischiando”
Il 18 Aprile tocca a Marina Berlusconi, Presidente in carica della Mondadori e figlia del Primo Ministro. In risposta alle parole di Saviano rivolte al padre, invia una lettera a Repubblica.
Afferma: “Una pubblicistica a senso unico non è il sostegno più efficace per l’immagine del nostro Paese”, e prosegue: “non posso tacere… la Mondadori è in capo alla mia famiglia da venti anni. In questi venti anni abbiamo sempre assicurato, come è giusto e doveroso, secondo il nostro modo di intendere il ruolo dell’editore, il più assoluto rispetto delle opinioni di tutti gli autori e le loro libertà d’espressione. A cominciare da una collaborazione, che mi è parsa reciprocamente proficua con Roberto Saviano”. Conclude dicendo “mi pare che Saviano non riesca a distinguere una critica da una censura.”
Infine la nuova replica dello scrittore napoletano a Marina Berlusconi: “La libertà va difesa, raccolta, costruita nell’agire quotidiano di tutti coloro che lavorano e vivono in un’azienda. È a questi che mi sono rivolto e dai quali mi aspetto una presa di posizione in merito alla possibilità di continuare a scrivere liberamente. Non può che stupire però che un editore non critichi, bensì attacchi lo stesso prodotto che manda sul mercato».
In ogni casa che si rispetti non si possono scegliere i parenti e all’ordine del giorno c’è sempre qualche discussione: i padri e le madri si lamentano dei figli e i figli si lamentano dei genitori. Ma vale il proverbio” A ogni uccello il suo nido è bello”.
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