L’Inter in vetta, la Juve cade
Nella settima giornata del campionato di Serie A, la squadra di Mourinho torna in vetta strappando una vittoria in extremis contro l’Udinese sprecona e poco cinica. La Juventus stecca a Palermo, la Roma supera il Napoli, la Lazio resiste all’attacco viola e sfiora una vittoria esterna con un clamoroso match point di Foggia. La Sampdoria bloccata in casa dal Parma mentre continua la favola Chievo…
Nerazzurri di misura. Di nuovo sù. L’Inter, nel posticipo di sabato sera, riprende il cammino e si piazza al primo posto come guida di un torneo veramente esaltante. E, visti gli ultimi anni, sui generis viste le insidie delle provinciali, vedi Parma e Chievo, e le società in espansione come la Sampdoria. Al ‘93 l’Inter era ancora inchiodata sul pari dopo un destro in corsa sotto al sette di Dejan Stankovic e un piatto destro implacabile di Di Natale (a quota 9 reti). Poi un guizzo di Sneijder che beffa l’estremo friuliano regala tre punti ai padroni di casa e una settimana di respiro per Mou.
Juventus stritolata al Barbera. Lenta, stanca, senza idee. L’undici di Ferrara viene battuto, e dominato per lunghi tratti, da un Palermo ben messo in campo tutto grinta e ripartenze. Ma anche bel gioco. La squadra disposta da Zenga distrugge le fonti del gioco juventino e ferisce gli avversari con un destro secco di Cavani e un colpo al volo di Simplico in soli cinque minuti. Un Palermo almeno da zona Uefa come afferma lo stesso allenatore rosa nero a fine match.
Il Parma blocca la capolista. Un diagonale preciso di Galloppa non permette ai doriani di essere soli in testa alla classifica dopo sette giornate disputate. Al gol di Pazzini, il Parma reagisce con gioco e azioni in velocità come quello che porta il centrocampista giallo blu al pareggio che ha il sapore della vittoria per Francesco Guidolin. L’undici di Del Neri, furioso con il direttore di gara per un rigore negato, mette in tasca il punto e si affianca all’Inter. E fino al prossimo turno guarda ancora tutti dall’alto.
Un Milan imbarazzante. Non basta il ritorno al gol di Ronaldinho a dar vita ad una nuova era rosso nera. L’Atalanta spinge il primo tempo sull’acceleratore e dopo un cross dalla destra non finalizzato da Cristiano Doni, ci pensa Tiribocchi in mezza girata bassa ad infilare Storari. L’arrembaggio del Milan si concretizza in un paio di conclusioni veramente pericolose di Seedorf e un piatto sottomisura di Pato. L’ex pallone d’oro, ancora ombra del giocatore conosciuto da tutti (vuoi per condizione fisica vuoi per disposizioni tattiche), rimette in carreggiata i compagni con una perla a due passi dalla porta. Nei restanti minuti la squadra di Leonardo non riesce a tirar fuori una vittoria. La crisi continua.
Totti raggiunge Batistuta. Una doppietta del capitano giallorosso punisce un Napoli discreto in vantaggio dopo pochi minuti con un destro debole ma efficace di Lavezzi. Bastano poi una deviazione fortuita e un destro di rara precisione di Francesco Totti a regalare la vittoria alla Roma di Ranieri che continua la propria striscia positiva. Con questi due reti il capitano raggiunge Gabriel Omar Batistuta a quota 176 sigilli in serie A.
Fiorentina e Lazio non si superano. Gara pimpante su ritmi alti e con campioni di tutto rispetto in campo. Mutu, Jovetic e Gilardino da un lato, Rocchi, Zarate e Foggia dall’altro. Il risultato di parità se da una parte sta stretto ai viola che recrimina per un gol fantasma non assegnato a Gila, dall’altra la squadra di Ballardini ha sciupato un gol mostruoso con un tocco ravvicinato di Foggia a portiere battuto.
Le altre di A. Il Chievo continua a stupire e la doppietta di Marcolini a Cagliari, in vantaggio con Matri, conferma il buon lavoro di Mimmo Di Carlo sulla panchina veronese. Il Genoa ritorna alla ribalta con un tris senza storia ai danni di un Bologna che, nel giorno dei festeggiamenti del centenario, contesta l’arbitro per un paio di penalty non assegnati. Siena Livorno e Bari Catania non si fanno male.
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